MISS AMERICANA: IL LATO INEDITO DI TAYLOR SWIFT

Dal 31 gennaio è su Netflix Miss Americana, il documentario di Lana Wilson che ci porta dietro le quinte della vita di Taylor Swift. Immagini inedite che ci raccontano le emozioni, le paure, le sconfitte e i traguardi della popstar sotto forma di una vera e propria confessione. Guarda il trailer qui.

Dal salotto di casa sua, Taylor Swift si racconta per quello che è: una neo-trentenne del Tennessee che solo grazie al suo duro lavoro è riuscita a raggiungere il successo sperato. Ma il prezzo da pagare per raggiungerlo è stato molto alto. Nella prima parte del documentario la cantante rivela che la sua fonte primaria di felicità era l’approvazione del pubblico e il numero di applausi che riceveva. Un sistema che è crollato nel 2009 quando durante la consegna del premio ai Video Musica Award Kayne West sale sul palco e la interrompe durante il suo discorso di accettazione del premio.

Iniziano da qui le prime critiche, non più riguardanti la musica che componeva ma alla sua persona: è troppo calcolatrice, è troppo magra, scrive solo canzoni riguardanti le sue storie d’amore, e così via. E Miss Americana ci mostra l’impatto che questi commenti hanno avuto sulla cantante. Taylor si apre a riguardo dei disturbi alimentari che ha sofferto durante i primi anni della sua carriera e come nel 2016 la pressione è diventata talmente alta (su twitter l’hashtag #TaylorSwiftIsOver è rimasto primo in tendenza per diversi giorni) che per un anno è completamente scomparsa dalla scena.

Ma è chiaro ciò che per Taylor è davvero importante: la sua scrittura. Ogni volta che l’argomento cambia, ci ritroviamo insieme a lei nello studio di registrazione. Dopo aver raggiunto la libertà e serenità che cercava, la troviamo insieme al cantante Brendan Urie mentre registra il singolo ME! del nuovo album, Lover. Alla fine, per superare la delusione derivata dai risultati delle elezioni negli Stati Uniti, si reca in studio per incidere Only The Young (https://www.youtube.com/watch?v=GJU-S1t2r1M), la canzone che è diventata colonna sonora del documentario e che incita i giovani ad attivarsi e prendere una posizione.

È questo l’argomento che occupa la seconda metà del documentario. Lana Wilson ci mostra il difficile percorso che Taylor ha dovuto attraversare per poter parlare liberamente delle sue idee politiche. Miss Americana spiega bene il dilemma della popstar oggi. Esporsi o non esporsi? Le reazioni che susciterà saranno comunque estreme. Taylor la chiama “lose-lose situation”: l’equilibrio tra spontaneità e strategia che le viene richiesto è impossibile.
È questa la scena che a mio parere è stata più di impatto in tutto il documentario: Taylor che cerca di spiegare in lacrime al suo team (composto da soli uomini, compreso suo papà) perché vuole ostacolare l’elezione della candidata repubblicana in Tennessee con le sue politiche dannose per donne e la comunità LGBT+. E nonostante le venga sconsigliato di esporsi così tanto, perché potrebbe perdere metà del suo pubblico, la Swift decide di pubblicare ugualmente la dichiarazione.

L’intento del film è quello di essere “crudo, intimo, autentico”, parole che Taylor Swift ha usato durante la première al Sundance con annessa standing ovation. E Lana Wilson è riuscita nell’intento mostrandoci, con delicatezza e furbizia nella scelta delle immagini, una persona che ha accettato i suoi errori e non smette mai di istruirsi, che sta crescendo ma che ancora trova il tempo di giocare con i suoi gatti e mettere lo smalto glitterato ai suoi amici.

Irene Viola