ALBANIA: UN PAESE RICCO DI EMOZIONI RACCONTATE DA STEFANO ROMANO NELLA SUA MOSTRA MONUMENTI IMPERMANENTI

Al piano terra della Fondazione Adolfo Pini è ora in corso, e rimarrà fino al 12 dicembre, la mostra “Monumenti impermanenti” di Stefano Romano, che consiglio a tutti.

Entrando nella prima sala, ci si trova di fronte la prima opera “Looking for a family”, composta da una serie di fotografie, fissate al muro davanti all’ingresso, rappresentanti il concetto di “famiglia”. L’artista si sposta in uno spazio urbano con un “quadrato rosso” in cui ricreare una famiglia casuale. Il bianco delle pareti fa risaltare i colori ed è chiaro cosa voglia dire Romano: il quadrato è un limite dentro il quale nascono e si costruiscono i rapporti, rapporti che purtroppo vengono intaccati dalla fragilità delle persone che li vivono e dalla difficoltà di ritrovarsi in un ambiente circoscritto.

La seconda sala porta i visitatori, quasi immediatamente, in viaggio verso l’Albania. Gli fa scoprire la storia di questo paese, vista attraverso gli occhi dell’artista – Romano è un italiano, di origine bergamasca che ha deciso di stabilirsi anni fa a Tirana, in Albania -. Il suo passato, le sue origini e la sua esperienza albanese si sono fusi e sono diventati vere linee guida nella realizzazione delle sue opere di natura sociale, culturale e politica.

La prima cosa su cui cade lo sguardo è lo “scaletto” (che si capisce essere parte integrante dell’opera solo dopo aver letto le spiegazioni), posto accanto ad un’altra serie fotografica. L’artista ha girato per le strade della città, portando con sè questa scala e chiedendo alle persone che incontrava di realizzare un proprio monumento. Il monumento è quella cosa stabile, ferma immutabile, quasi sovraumana invece qui viene rappresentato dalle persone con fragilità e precarietà. Questo mi ha fatto riflettere e mi ha fatto capire che tutto è mutabile, niente rimane invariato e in qualsiasi momento la nostra vita può cambiare.

Quello che colpisce, è che tutte le opere presenti all’interno della mostra, rappresentano qualcosa di veramente concreto, mostrano la realtà così come l’artista la sente e la vede, e questo perché Stefano, per realizzarle, è entrato in contatto con il mondo esterno, non è rimasto all’interno di uno studio.

Infatti, oltre alle fotografie, ci sono anche alcuni video. Quello che più mi ha colpita affronta un tema di grande attualità: l’Unione Europea. E’ decisamente interessante poiché l’Albania non ne fa parte ma, secondo la visione dell’artista, in molti vorrebbero cambiare questa situazione. La performance si svolge in un teatro dove, i visitatori, uno alla volta, si trovano al cospetto di un musicista che suona una parte dell’inno europeo, la nona sinfonia di Beethoven, con un solo strumento. Le sensazioni che si provano davanti a quello schermo sono difficili da spiegare ma sicuramente la solitudine è una di queste, che vuole essere legata alla situazione attuale dello stato nei confronti dell’Unione Europea.

La mostra ovviamente non finisce qui e vale davvero la pena di dedicarle del tempo.
Cosa aspettate? Stefano Romano e la sua Albania vi aspettano!

Alessandra Sala