IL CARDELLINO: STORIA DI UN BEST SELLER TRADITO

Cosa succede quando la magia della carta si infrange ancor prima di arrivare sul grande schermo? Quando la pellicola non riesce a catturare il segreto delle parole? Sono probabilmente queste le domande sorte dopo l’amara accoglienza riservata al tanto atteso film Il Cardellino.

L’opera firmata dal regista John Crowley (reduce dall’apprezzata pellicola Brooklyn) è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Donna Tartt, vincitore del Premio Pulitzer nel 2014 e best seller mondiale. Il film, presentato al Toronto International Film Festival lo scorso settembre, non ha però proseguito il successo del libro.

I critici non si sono risparmiati, descrivendo la pellicola come noiosa o addirittura disastrosa. Il peso influente delle recensioni spiega così il tiepido debutto negli Stati Uniti, dove il primo weekend si è chiuso con appena 2.6 milioni di dollari, diventando così uno dei flop più eclatanti del 2019. Un fallimento che peserà non poco sulle casse delle case produttrici, Warner Bros. e Amazon Studios. La prima potrebbe perdere fino a 30 milioni di dollari, a fronte di un budget di 45; un contributo minore era invece arrivato da Amazon, con una fetta di 16-18 milioni investiti per i diritti esclusivi della distribuzione on-demand.

I problemi di certo non saranno mancati neppure nella fase di realizzazione, considerata la mole del romanzo. Il libro ripercorre la vita di Theodore Decker, un tredicenne newyorkese che perde sua madre durante un attentato terroristico. L’unica cosa che riesce a consolarlo dai sensi di colpa è un piccolo quadro dallo strano fascino, salvato dalle macerie del Metropolitan Museum: Il Cardellino (realizzato nel 1654 da Carel Fabritius ed esposto al Museo Mauritshuis dell’Aia). Da quel momento il protagonista si muove instabile tra quartieri altolocati e il laboratorio di un antiquario, tra l’amore e la felicità effimera delle droghe, tra il fascino del mondo dell’arte e i tranelli di quello dei falsari, spinto da una perenne pulsione autodistruttiva. Il dipinto diventa per Theodore una speranza luminosa, ma anche il primo dei tanti segreti e delle bugie che si stringono attorno a lui come una ragnatela.

Che sia stata proprio la difficoltà di tradurre in immagini una trama così densa a rendere inautentico il film di Crowley? Una risposta non semplice da trovare, specialmente per gli spettatori italiani.

Il Cardellino in Italia non è infatti andato oltre il trailer. La sua uscita era pianificata per il 10 ottobre, ma appena un giorno prima della distribuzione in sala, ogni proiezione del film è stata annullata. Al momento è classificato sui principali siti web come non distribuito, una decisione accolta con disappunto dai tanti lettori del best seller. Da parte della Warner Bros. Italia non è arrivata alcuna spiegazione ufficiale, cogliendo di sorpresa i fan, che si sono sentiti traditi da una decisione presa unicamente in seguito al flop statunitense.

La pellicola di Crowley era fortemente attesa in tutto il mondo e le aspettative erano cresciute ancora di più dopo l’annuncio del cast, che vede tra i protagonisti Nicole Kidman, Ansel Elgort (Baby Driver) e Finn Wolfhard (Stranger Things).

Non è difficile immaginare che in futuro qualche coraggioso tenterà di rendere giustizia alla vita di Theodore con un adattamento più appropriato al corposo romanzo. Fino ad allora la voce di carta della Tartt resterà a fare compagnia al lettore che vorrà inseguire, pagina dopo pagina, il segreto della sua bellezza.

Maria Vincenza Rinaldi

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