TRA ALGHE E CORALLI: L’ ARTE IN FONDO AL MARE

Voglia di mare, voglia di estate, voglia di sole e di divertimento. L’estate è ormai alle porte. In tanti hanno già pianificato le immancabili settimane di relax al mare pensando al cocktail da sorseggiare sulla spiaggia, alle nuotate nelle acque più limpide e alle uscite in barca a vela. Ma avete mai pensato a quanti tesori sono protetti dal mare? 

I fondali sottomarini con la loro grande varietà di specie viventi, hanno da sempre affascinato grandi e piccini. Oggi, ad aumentare l’attrattività del mondo sommerso, ci ha pensato la mano dell’uomo che, senza alterare la natura, ha creato degli affascinanti e suggestivi musei subacquei. Per i più appassionati di snorkeling ma anche per i meno esperti, dalla Spagna fino ai Caraibi, è possibile ammirare alcuni complessi di opere d’arte contemporanea che danno origine a dei veri e propri musei subacquei.

Immerse tra alghe e coralli, le diverse installazioni – originali opere d’arte –, svolgono la funzione di tutela dei fondali. Esse sono infatti eco-compatibili così da stimolare la formazione naturale dei coralli e la colonizzazione di pesci e molluschi. In questo modo i musei rendono protette le aree marine contribuendo alla salvaguardia delle specie che abitano le barriere coralline in sono situati.

Il museo più esteso si trova nei fondali della Costa Maya, nell’isola di Cancun, in Messico. Sto parlando del MUSA (Museo Subacuàtico de Arte) che ad oggi conta circa 500 opere d’arte. Sei sono gli artisti che hanno dedicato alle acque messicane le proprie opere d’arte, ma qui voglio raccontare di Jason de Caires Taylor, un eco-scultore britannico che ha utilizzato la sua arte con l’obiettivo di riparare i danni subiti dalla barriera corallina. Tutte le sue opere, visibili tramite immersioni, snorkeling e barche trasparenti, sono ora diventate la dimora di numerosi pesci e alghe.
E’ proprio grazie a lui che il MUSA è stato creato.

Egli è inoltre l’ideatore di oltre 300 opere che si trovato nel museo di Lanzarote, tra le acque delle Canarie. Questa volta Taylor ha voluto che le sue istallazioni parlassero di un tema di grande attualità: i lunghi viaggi intrapresi dai migranti per raggiungere le coste del Mediterraneo. L’opera più suggestiva è sicuramente “The raft of Lampedusa” raffigurante 13 uomini su un barcone. L’obiettivo dell’artista era non solo quello di ricordare le tante vittime dei naufragi ma anche quello di richiamare la società a dare più peso alla responsabilità collettiva.

Immergersi per esplorare queste sculture sotto il mare dev’essere sicuramente un’esperienza emozionante soprattutto se si pensa al fatto che l’arte di Jason de Caires Taylor vuole essere un segnale di come gli esseri umani siano capaci di lasciare delle tracce diverse da quelle distruttive e dolorose a cui siamo ormai abituati.

Lucia Quinto

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