SETTE ANNI DI SPOTIFY AL GIORNO: COME TRASCORRIAMO IL NOSTRO TEMPO LIBERO?

Per la prima volta dalla sua creazione, l’uomo si troverà davanti al suo vero, costante problema: come impiegare la sua libertà dalle cure economiche più pressanti, come impiegare il tempo libero che la scienza e l’interesse composto gli avranno guadagnato, per vivere bene, piacevolmente e con saggezza” (Keynes, 1930).

Keynes, illustre economista e padre della macroeconomia, nei suoi studi ha sempre ritenuto fondamentale l’analisi del tempo libero degli individui, in particolare nella contrapposizione con il tempo lavorativo.

In che modo decidiamo di sfruttare il nostro tempo libero? Prima di fare ciò, proviamo a quantificare il tempo medio che una persona rispondente al nostro target ha a disposizione.

Prendiamo in considerazione un consumatore di vent’anni che ha una vita media di 83 anni.
Gli anni che gli rimangono da vivere sono circa 63. Ipotizziamo che il nostro soggetto trovi un lavoro stabile dai 25 ai 65 anni, per un totale di 40 anni, quanto tempo libero gli resta? Il tempo di non lavoro è di circa 55 anni, da cui togliamo il tempo dedicato al riposo e al care e otteniamo circa 29 anni.

La controversia tempo lavorativo e tempo libero può rivelarsi per gli addetti alla comunicazione una leva fondamentale nella fruizione di contenuti da parte degli utenti.

Le aziende, nell’ideazione e progettazione dei loro prodotti, non possono non tenere conto di qual è il tempo in cui questo viene fruito. In particolare, soffermandosi sulla produzione di un contenuto creativo, il tempo di fruizione diventa una variabile importante, che le industrie creative non possono tralasciare.

Prendendo come esempio Spotify, quanti contenuti pubblica al giorno e come viene pensato il tempo dei consumatori che devono fruire quei contenuti?

Secondo i sondaggi più recenti, su Spotify vengono caricati circa 14 brani al minuto, 840 brani in un’ora, 20160 in un giorno, 604800 in un mese, 7257600 brani in un anno.
Possiamo dunque dire che in totale ci sono circa 40 milioni di contenuti totali che aumentano di 20 mila al giorno. Se consideriamo una media di 3 minuti a canzone, i nostri 20 mila contenuti al giorno diventano 60mila minuti al giorno, ovvero SETTE ANNI di musica al giorno.

Ciascuno di noi, quando deve scegliere un contenuto da fruire, deve destreggiarsi davanti ad un’ampia offerta. Questo implica un’impossibilità ad una conoscenza totale dei contenuti, senza considerare il fatto che molti di loro possono avere più o meno popolarità ed essere automaticamente più ascoltati per variabili che non prenderemo in considerazione.

La concezione di tempo libero e tempo lavorativo, all’interno di una realtà digitale è sempre più intrecciata, porta alla definizione di nuove dimensioni spazio-temporale che si interscambiano tra di loro: il tempo libero si insedia in quello lavorativo e viceversa.

Quale sarà la nuova dimensione spazio-temporale che le industrie creative dovranno prendere in considerazione?

Carmen Adele Arcuri
Riccardo Guerra