15.000 FARFALLE ACCOMPAGNANO LA MOSTRA DI CARLOS AMORALES

Ad accogliermi all’anteprima della mostra di Carlos Amorales presso la Fondazione Prini c’erano delle farfalle. Farfalle immobili, ferme ognuna al proprio posto, ma che mi permettevano di muovermi e una per una mi accompagnavano attraverso un percorso.

Un percorso che unisce l’arte contemporanea alla comunicazione: le opere di Amorales non sono semplici immagini, ma sono installazioni, video, performance che hanno un unico scopo, il costante rinnovarsi.

All’interno della mostra “L’ora dannata” confluiscono opere derivanti da diversi progetti: uno dei più interessanti è “Life in the folds”, in grado di esprimere la violenza dell’uomo sull’uomo e che può esplodere anche in modo ingiustificato. Il suo tratto caratteristico è quello di non fermarsi mai alla semplice esperienza visiva, ma di cercare sempre di coinvolgere tutti i sensi con l’accompagnamento della musica, dei video e dello stesso senso di apparente movimento che sarebbe contraddittorio provare alla vista di una semplice immagine.

Nonostante il clima di accoglienza molto tranquillo e amichevole, in realtà è solo un invito a proseguire all’interno di un mondo di ansie, di tensioni e di paure estremamente reali. Carlos Amorales ha sempre in mente il suo Messico quando lavora, ma nonostante questo le sue tematiche possono essere estremamente attuali in tutto il mondo. Il suo obiettivo è quello di scovare i fantasmi che si nascondono dietro ognuno, riconoscerne la portata e la valenza ideologica.

La Fondazione Prini, insieme a questa mostra, si trovano in via Garibaldi. Sarà possibile visitarla fino all’8 luglio 2019. Un’esperienza che consiglio di non perdere a tutti gli appassionati di arte contemporanea e in cerca di nuove emozioni da vivere attraverso le immagini e le esperienze sensoriali.

Matilde Savaglio

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