SHAKESPEARE AND COMPANY: LA LIBRERIA DEI VIAGGIATORI

Vi trovate a Parigi e state osservando a naso in su i riccioli e le statue che danno forma a Notre Dame, e vi sentite in vena di storia, di antico, di una ventata di mistero sulle rive della Senna.

All’ombra dalla cattedrale, dove riecheggiano i versi di Victor Hugo, nascosta tra i palazzi storici e illuminata da una luce sempre stranamente soffusa, ecco una piccola e timida libreria che ha riunito scrittori e lettori da tutto il mondo: Shakespeare and Company.

 I created this bookstore like a man would write a novel, building each room like a chapter, and I like people to open the door the way they open a book, a book that leads into a magic world in their imaginations.

Queste son le parole dell’americano George Whitman, che nel 1951 ha creato un luogo di incontro per scrittori e lettori anglofoni diventato una vera e propria istituzione nel cuore di Parigi. Ad oggi, questa libreria indipendente ospita, sulle sue vecchie e polverose mensole, migliaia e migliaia di libri.
La libreria è stata fondata da Whitman al 37 Rue de la Bûcherie, al kilometro zero, il punto in cui tutte le strade di Francia hanno inizio. In onore del 400° anniversario della nascita di William Shakespeare la libreria è stata battezzata con il nome del celebre scrittore.

E proprio dal primo giorno della sua apertura, questo piccolo angolo di Parigi ha visto passare dalla sua porta scrittori, artisti e intellettuali, come Allen Ginsberg, William Burroughs, Anaïs Nin, Richard Wright, William Styron, Julio Cortázar, Henry Miller, William Saroyan, Lawrence Durrell, James Jones, e James Baldwin… E più tardi, gli allora sconosciuti Geoffrey Rush, Darren Aronofsky e David Rakoff si sono soffermati a leggere le pagine ingiallite della libreria.

Tre regole regnavano a Shakespeare and Company: leggere un libro al giorno, dare una mano nella libreria e scrivere un’autobiografia di una pagina.

Migliaia di autobiografie sono state collezionate ed oggi formano un archivio impressionante, che cattura generazioni di scrittori, viaggiatori e sognatori che ci hanno regalato frammenti preziosi della loro esistenza.

Dal 2006, il “regno dei libri” di Whitman è passato alla figlia Sylvia, che ha mantenuto con passione e dedizione il compito e la visione del padre: “Each monastery had a frère lampier whose duty was to light the lamps at nightfall. I have been doing this for fifty years. Now it is my daughter’s turn”.

E nel 2011 Shakespeare and Company ha lanciato il Paris Literary Prize, un contest per giovani scrittori non ancora pubblicati provenienti da tutto il mondo.

Una casa per tutti, un paradiso di ispirazione che culla tra i suoi scaffali cigolanti non solo scrittori ed artisti, ma anche lettori da ogni angolo del mondo, inguaribili appassionati della carta stampata, appena rilegata o ingiallita dal tempo, ma sempre ugualmente pronta a regalare brividi lungo la schiena, sussulti nell’animo, ed un salto profondo in altri, imperdibili mondi.

Sara Serinelli

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