Cos’è la donna? La minestra dell’uomo. A teatro con Molière

La scuola delle mogli di Molière, andata in scena dal 26 febbraio al 10 marzo 2019 al Teatro Elfo Puccini di Milano, è una commedia brillante e di una modernità sempre attuale: un connubio a cui è difficile resistere.

La trama

Arnolfo è cinico, maschilista e maniaco del controllo. Desidera una moglie perfetta, devota, senza arguzia né malizia che non possa nuocere alla sua “salute mentale” con tradimenti, gelosie e furbizia. Per questi motivi ha preso Agnese, una bambina orfana, e l’ha isolata dal mondo facendola crescere nell’ignoranza. Ora che è diventata donna la tiene rinchiusa in una delle sue case, impedendole ogni contatto con altre persone se non con i servitori, costretti ad essere suoi carcerieri. In assenza del suo futuro marito però, ella si innamora ingenuamente di Orazio, un giovane che Arnolfo conosce e che gli racconterà ogni cosa sulla sua amata, non sapendo ovviamente di trovarsi davanti al suo aguzzino.

La concezione della donna tra ieri e oggi

Se è vero che lo spettacolo, con la bravura degli attori e le battute pungenti, riesce a farci ridere senza il minimo sforzo, è ancora più vero che affronti una tematica molto sentita quasi ovunque nel mondo quale la concezione della donna. Più di 350 anni fa veniva messa in scena per la prima volta quest’opera. Si tratta di un’epoca in cui a regnare erano gli uomini, un’epoca in cui i padri avevano pieno potere decisionale nei confronti di moglie e figli e, in particolare, un’epoca in cui la donna aveva solo due compiti: occuparsi del focolare e procreare per assicurarsi una discendenza, possibilmente maschile.

Ora, tre secoli e mezzo dopo, abbiamo sicuramente fatto molti passi in avanti, ma ci troviamo ancora molto lontani dal traguardo. Le nostre vite sono condizionate da quello che per alcuni può sembrare un semplice dibattito, un capriccio di donne che pretendono sempre di più. Pensieri per lo più di uomini ignoranti, nel senso vero del termine, che non hanno mai toccato con mano questo problema e che hanno avuto la fortuna di nascere nella parte giusta del mondo e con il giusto sesso.

Se già allora Molière “puniva” Arnolfo per la sua folle volontà di controllare Agnese a causa del suo malato senso dell’amore, forse sarebbe ora che tutti si accorgessero del divario tra uomo e donna, non in termini di intelligenza, ma in termini di pari opportunità.

Cassandra Ait Maksene

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