TRUE DETECTIVE: TRA CROSSMEDIALITÀ E SUSTAINED AUTORSHIP

Si è conclusa da poche settimane la terza stagione di True Detective, la serie antologica crime prodotta da HBO e ideata e scritta dallo showrunner Nic Pizzolatto.

Una stagione che come al solito è riuscita a unire thriller e drama, e grazie alla presenza di false piste, indizi ambigui e storie lasciate aperte (proprio come una vera indagine criminale) ha generato non poche conversazioni tra i fan.
Insomma, con un audience sempre attiva e performativa, già prima del finale di stagione tramite YouTube, blog e social media si erano create diverse teorie attorno lo svolgimento degli eventi e il ruolo dei personaggi.

L’episodio finale ha chiarito gran parte della vicenda, ma ha lasciato tanti aspetti irrisolti e liberi all’interpretazione. Come capire cosa fosse successo? Semplice, hanno pensato i fan: chiediamo direttamente a lui, il creatore della serie, il nostro amico Nic.

Lo scrittore non si è tirato indietro dal gioco ma anzi, ha partecipato molto attivamente: attraverso le sue piattaforme social ha confermato e smentito teorie e chiarito definitivamente alcuni aspetti della vicenda.

Un caso molto interessante dal punto di vista mediale, che mostra come ormai diverse piattaforme siano sempre più interconnesse: si è creato un vero e proprio ecosistema narrativo, dallo sviluppo crossmediale, in cui per comprendere davvero la storia i fan dovevano avere un ruolo attivo e cercare aspetti non solo in televisione, ma anche nel mondo digitale.

Inoltre la strategia di Pizzolatto è già ben consolidata a livello di auto-promozione degli artisti: ci troviamo davanti alla sustained autorship, con lo scrittore che può interagire con i fan in un rapporto bidirezionale, contribuendo così a alimentare l’ingaggio attorno alla sua figura.

Certo, tutta la questione può suscitare anche delle perplessità: in una serie così aperta all’interpretazione, e in cui dovrebbe essere lo spettatore a unire i vari tasselli, la voce dell’autore che guida non sminuisce parte del piacere di trovarsi di fronte un mistero? E se è vero che ogni opera ha più livelli di lettura da parte del pubblico, non sarebbe più affascinante lasciare aperte più teorie, piuttosto che averne solo una definitiva?

Sono domande aperte, ma una cosa sicuramente abbiamo capito da questa vicenda: vi manca qualcosa che non afferrate della vostra serie preferita? Chiedete al suo creatore, potrebbe rispondervi!

Marco Santeusanio

Annunci