Hinc sunt leones: Netflix prepara la battaglia di Suburra

Ogni battuta sembra martellante come i colpi che scandiscono l’ultimo degli episodi di Suburra – La serie, tornata su Netflix il 22 febbraio 2019. Il nuovo capitolo della prima serie italiana prodotta dalla regina delle piattaforme streaming non delude…chi sa aspettare.

Gli otto episodi di Suburra hanno tutto quello che serve a una seconda stagione pensata per bilanciare e preparare il campo a una storia che si costruisce tra i bassifondi della città eterna.

Si parte tre mesi dopo la fine della prima stagione: Aureliano, Spadino e Lele, gli anti-eroi che scalpitano per avere un pezzo della città che smuove le bramosie di politici, criminali e uomini di Chiesa, sono divisi. L’impavido Adami vuole riprendersi Ostia; l’impulsivo principe degli zingari fatica a imporsi a re del clan degli Anacleti; il cupo figlio della guardia, avanzando di carriera nell’Arma cerca di mettere più distanza possibile tra lui e i suoi crimini. Ognuno, da solo, continua a reclamare la sua strada tra i sanpietrini della Capitale, mentre Samurai esce dall’ombra per prendere le redini dell’affare del secolo, stringendo le cinghia attorno a Amedeo Cinaglia, ad un passo dal Campidoglio, e a Sara Monaschi, che vede negli immigrati il modo per riconquistare gli alti ranghi della città.

La nuova stagione di Suburra – La serie, lascia un po’ da parte i tre cavalieri che avevano acceso la miccia nei primi episodi. Aureliano, Lele e Spadino si ritrovano e si muovono quasi inconsapevoli in un disegno pieno di nuovi soggetti, che dallo sfondo arrivano al primo piano quasi in sordina, ma per rimanere. La prima è Angelica, moglie del giovane Anacleti, che diventa donna calpestando la gonna pesante della suocera Adelaide, fino a imporre Spadino come re degli zingari, preparando in prima persona l’impero per il figlio che porta in grembo. Arrivano prepotenti anche il personaggio di Nadia, figlia di un boss di Ostia che diventa la protetta di Aureliano, e quello di Cristiana, poliziotta determinata a scoprire le trame di Lele ma che rimarrà intrappolata nella ragnatela del crimine e del potere di Roma. Nell’arena dei gladiatori, scendono ora anche fiere amazzoni: personaggi femminili forti, quasi feroci, che si sporcano le mani e che non hanno paura a scendere a patti, purché siano loro a gestirli.

Come dicevo si tratta di una seconda stagione strategicamente costruita: sicuramente da un lato manca l’appeal dei primi episodi, e a tratti ci si muove lentamente e quasi melodrammaticamente, scavando nel passato dei protagonisti e mostrandoci il loro lato umano. In questo senso si può parlare di una stagione subdola, che fa affezionare per poi barbaramente strappare via. La costruzione malinconica dei personaggi, affiancata dal brutale gioco di intrighi e ‘mpicci, carica ancora di più quello che è il significato della stagione, ma che arriva solo alla fine: la perdita dell’innocenza. Al ritmo martellante di una perfetta colonna sonora che parla la lingua di Suburra, questa seconda stagione prepara i colpi in canna alla pistola che ucciderà i protagonisti della serie così come li conosciamo e si prepara a scrivere, con l’inchiostro intinto nel sangue della loro innocenza, la storia per la conquista di Roma.

Federica Cirone

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