PARLARE DI MESTRUAZIONI: UN CAMPO MINATO?

Per secoli sono state un tabù fortemente penalizzante per le donne e di recente sono tornate in primo piano nel dibattito pubblico a causa delle polemiche sulla tassazione sugli assorbenti, non considerati beni di prima necessità e, di conseguenza, soggetti a un’IVA al 22%.

Parlare di mestruazioni, ancora oggi, non è semplice e si rischia di assumere posizioni che le donne possono percepire come lontane dal proprio modo di vivere il ciclo: ce lo dimostrano LINES e Nuvenia, due aziende leader nella produzione di assorbenti per l’igiene femminile che si sono trovate sotto l’attacco dei propri clienti a causa di alcune scelte comunicative.

È difficile, soprattutto se si è donne, non conoscere il brand LINES, la cui creazione risale al 1958. La sua pluridecennale esperienza nel campo degli assorbenti e la sua conseguente lunga frequentazione col target femminile, tuttavia, non lo ha reso esente da una scelta che ha suscitato le ire di numerose clienti: stiamo parlando delle frasi che, dalla fine del 2018, ricoprono le confezioni interne degli assorbenti. Basta dare una sbirciata alla sezione Community della pagina Facebook di LINES per capire il problema: molte donne si sono sentite offese da alcune di queste affermazioni, nell’intento ironiche e sdrammatizzanti, che ricalcano però alcuni stereotipi del mondo femminile quali l’essere lunatiche, difficili da trattare, imprevedibili nelle reazioni. Degli esempi? “Siamo di pessimo umore e irritabilissime. Ma quanto è bello sentirsi dare ragione per 5 giorni al mese?”, oppure “Durante il ciclo è il momento giusto per dire in faccia a qualcuno quello che abbiamo sempre pensato. Scusaci, sono gli sbalzi d’umore!”.

E se LINES ha delle difficoltà nel comunicare senza incappare in stereotipi, la vita non è facile neppure per chi gli stereotipi tenta di superarli. Recentemente, il brand Nuvenia, altro noto produttore di assorbenti, ha pubblicato dei post social col copy: “Maratona nel deserto e ciclo? Con gli assorbenti Nuvenia Ultra niente ti può fermare!” e con l’immagine di una donna che, zaino in spalla, si accinge ad affrontare il deserto. Anche in questo caso, non sono mancate delle voci critiche: Nuvenia è stata giudicata poco realista e insensibile, con qualche utente che nei commenti si chiede se a ideare il post non sia stato un uomo.

Il problema, forse, consiste nel fatto che il sentire comune riguardo alle mestruazioni non è univoco. LINES, che vuole venire scherzosamente incontro a un’esperienza del ciclo fatta di capricci e sbalzi d’umore, provoca disapprovazione in chi in queste descrizioni dell’universo femminile non si ritrova ma le percepisce, anzi, come una legittimazione di luoghi comuni che vedono la donna come uterina, isterica, instabile. Nuvenia, al contrario, si fa portatrice di valori come attività e intraprendenza che, purtroppo, non sono che un sogno per tante donne durante il ciclo. Ogni donna vive le proprie mestruazioni in maniera differente: sta all’abilità comunicativa del brand il saper cogliere tutte le sfaccettature per trovarvi un punto comune o, perché no, mostrare che si vive il ciclo in tantissimi modi diversi.

Ida Alessandra Martucci

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