FOMO: IL LATO OSCURO DEI SOCIAL MEDIA

FOMO, acronimo di “Fear of missing out” che letteralmente significa: “paura di essere tagliati fuori”. Questo tipo di ansia sociale colpisce principalmente gli adolescenti ed è caratterizzata dalla paura di essere esclusi da un qualsiasi evento e dalla necessità di voler essere sempre in contatto con le attività intraprese dagli altri. E, a potenziarne gli effetti, ci hanno pensato i social media.

Indubbiamente i nuovi social e le tecnologie ad essi connesse hanno permesso lo sviluppo di nuove opportunità di interazioni sociali, agevolando e potenziando in maniera significativa qualsiasi tipo di rapporto umano ed eliminando ogni tipo di barriera temporale e spaziale. È diventato possibile, infatti, instaurare relazioni interpersonali con persone che si trovano dall’altra parte del mondo e mai conosciute fisicamente. In generale, però, queste piattaforme svolgono la funzione di “facilitatori sociali” che ampliano la cerchia di conoscenze ma che non migliorano la qualità delle relazioni stesse.

Diversamente, da una prospettiva aziendale questi nuovi strumenti di comunicazione hanno permesso di stabilire una maggiore connessione con i singoli consumatori e di raggiungere in maniera più efficace potenziali clienti, dando vita a rapporti più personali e diretti ed ottenendo così la possibilità di ricavare un guadagno anche in termini economici.

Naturalmente, con lo sviluppo dei social network gli utenti hanno iniziato ad interfacciarsi con la rete ad un’età sempre inferiore e questo ha modificato anche lo sviluppo della propria identità ed immagine che quindi viene costruita e modellata più in relazione ai profili virtuali piuttosto che alle relazioni del mondo reale. In generale è stato dimostrato che i cosiddetti “nativi digitali” vivono e percepiscono la dimensione digitale sullo stesso piano di quella reale, cambiando il modo di rapportarsi sia con gli altri individui sia con se stessi.

Una delle conseguenze negative connesse allo sviluppo dei social media è proprio la FOMO, un disordine psicologico caratterizzato dalla preoccupazione compulsiva di perdersi un’opportunità di interazione sociale legato al rischio che le altre persone vivano esperienze gratificanti quando non si è presenti. Questa dipendenza psicologica di essere costantemente online porta al desiderio di voler monitorare, in maniera ossessiva, i contenuti pubblicati sui social media dalla propria rete di amici. Allo stesso tempo, nel momento in cui un soggetto capisce di non essere connesso, percepisce una sensazione di paura e di ansia.

I social media, con la loro funzionalità di mettere in contatto migliaia di persone localizzate in tutto il mondo e la possibilità di condividere ciò che si sta facendo in tempo reale, hanno semplificato ed amplificato ulteriormente le dinamiche di questa patologia. A conferma di ciò è stato osservato che i soggetti affetti da FOMO percepiscono un senso di solitudine che viene colmato con l’utilizzo dei social media che, però, non danno un reale senso di appagamento, suscitando una sensazione di solitudine ancora maggiore che, nuovamente, cerca di essere eliminata con l’utilizzo delle piattaforme generando così un circolo vizioso.

Anna Ferrera

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