TESI – strategie retoriche: la stesura

Avete davanti a voi un bel foglio di word ( o pages) e la mente naviga naviga naviga senza trovare un approdo… panico? No!  Ecco  alcune strategie e ” trucchi” che la prof.ssa Roberta Carpani suggerisce per evitare il PANICO DELLA PAGINA BIANCA

La tesi di laurea magistrale ha la forma di un testo ARGOMENTATIVO, di natura scientifica; dovete dimostrare quello che scrivete, perciò dovete scegliere e disegnare un percorso che un vostro ipotetico lettore potrebbe rifare, seguendo il vostro itinerario, studiando le stesse fonti e con la medesima bibliografia, per verificare se può arrivare alle medesime vostre conclusioni.

Cioè dovete:

  1. esporre gli elementi da voi raccolti (bibliografia e fonti) in modo ordinato
  2. sviluppare elementi di analisi critica
  3. eventualmente costruire un progetto

Il vostro testo deve distinguere le parti in cui riporta elementi osservati in modo oggettivo (per es. il resoconto di un evento)  dalle parti in cui si valuta la bibliografia o si esprimono considerazioni critiche sugli oggetti culturali esaminati. Cioè si tratta di distinguere in modo netto descrizione da valutazione e analisi.

A partire da questa direzione, il primo obiettivo è stendere un’ipotesi di INDICE da condividere con il docente relatore e da sottoporre alla sua valutazione

L’indice vi accompagnerà lungo tutto il lavoro e sarà continuamente rimodellato e modificato, man mano che le vostre idee matureranno e saranno da voi sviluppate.

Potete stendere testi provvisori con appunti di analisi ecc. la stesura vera e propria della tesi, però, dovrebbe avvenire il più possibile seguendo l’ordine degli argomenti fissati nell’indice.

L’INDICE comprende

  • una introduzione,
  • i capitoli articolati con paragrafi e sottoparagrafi,
  • le conclusioni,
  • eventuali appendici documentarie (per le fotografie, la rassegna stampa, tabelle di dati e grafici, interviste inedite da voi realizzate);
  • bibliografia e sitografia

I capitoli sono segmenti della macro-risposta che voi date alla domanda di partenza che ha generato la vostra tesi.

La PAGINA BIANCA non è più tale se avete un buon indice che vi guida. Guardando l’indice sapete bene da dove cominciare.  Possedete l’argomento e i materiali di partenza.  Innanzitutto esponete quanto già si sa, le acquisizioni ricavate dalla bibliografia che avete reperito . Poi, in seconda battuta, esporrete le vostre idee personali di valutazione e di eventuale progettazione. Soprattutto ricordatevi che state diventando i maggiori esperti del vostro argomento. Se avete lavorato bene, ne sapete più di chiunque altro. Perciò avete in mano la situazione e tutto dipende da voi.

Da tenere a mente :

–             Il testo argomentativo prevede che sappiate usare un lessico tecnico in modo competente; prevede anche che quanto si afferma sia sempre dimostrato attraverso le note a pie di pagina, in cui si cita la bibliografia a sostegno del discorso e si citano le fonti a cui ci si riferisce

–             Meglio scrivere in modo efficace, con pulizia e linearità. Gergalismi, frasi fatte, detti, aforismi sono ammessi ma solo se necessari a dimostrare qualcosa. La tesi non è un testo accattivante; ma non per questo è noiosa. Può essere avvincente. Ma sempre ben governata da chi scrive.

–             Meglio usare la forma impersonale: Si pensa che… Si Osserva… Si rileva… Se però state dicendo un’idea nuova tutta vostra potete usare la prima persona: La mia valutazione su questo aspetto…

EDITING

  • Lasciare un margine di ca. cm. 2,5 a sinistra, a destra, sopra e sotto.
  • Usare un’interlinea di 1,5.
  • Preferibilmente usare il corpo: 12 per il testo, 11 per le citazioni, 10 per le note.
  • Il tipo di carattere è facoltativo.

 

Non è un consiglio vero e proprio, in genere imparo molto dai miei studenti ma sono felice di dirvi una sola cosa: quello che fate fatelo con passione, è la sola chiave per accedere dovunque. [Roberta Carpani]

 

Leggi anche come scrivere la BIBLIOGRAFIA

e come scrivere le NOTE A PIE’ DI PAGINA

 

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4 pensieri su “TESI – strategie retoriche: la stesura

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