WORK AND TRAVEL #5 CRONACHE DAL NUOVO CONTINENTE – “NO ROAD IS LONG WITH GOOD COMPANY”

460 miglia, 16 ore di strada, 3 giorni di viaggio: pronti, partenza, via! Gli italiani stanno arrivando.

Grazie al fondamentale aiuto di Julia, un’amica texana che ci ha prestato la sua macchina, siamo partiti alla volta di questa avventura.
Durante le prime 8 ore di viaggio, abbiamo potuto ammirare le montagne a perdita d’occhio del Wyoming e gli sconfinati paesaggi del South Dakota. Per fortuna le automobili americane sono completamente automatiche e la strade sono larghe e semideserte, quindi il viaggio non è stato molto pesante.

Il giorno dopo, per poter approfittare a pieno di questa esperienza, abbiamo deciso di visitare per prima la Jewel Cave, la terza caverna più profonda del mondo. La visita è stata guidata da una simpatica Ranger che ci ha raccontato la storia della caverna e del perché dei tanti parchi nazionali in America: la discesa è stata ripida e tortuosa, ma molto divertente grazie anche all’utilizzo di lanterne ad olio molto caratteristiche e datate.

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Dopo questo, abbiamo visitato il Crazy Horse Monument, tributo ad un altro famoso cowboy americano, conosciuto in Italia come Cavallo Pazzo.

Come terza tappa, abbiamo visitato il Sylvan Lake, uno spettacolare specchio d’acqua circondato da rocce alte dalla punta arrotondata.

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Come ultima tappa ci siamo diretti al Monte Rushmore, facendo coincidere la nostra visita con uno spettacolare tramonto.

La nostra avventura on the road si è conclusa il giorno seguente con un’ultima tappa al Devils Tower National Monument, luogo in cui è stato ambientato il film Incontri ravvicinati del terzo tipo.

Questi giorni di svago ci sono serviti per immergerci nella cultura e nella storia di questa parte dell’America, facendoci conoscere anche una realtà al di fuori di quella dei parchi nazionali.

Siamo tornati a Yellowstone appena in tempo per festeggiare il Natale di Yellowstone, una tradizione vecchia di un secolo che caratterizza il parco: ogni anno, il 25 agosto, tutti i villaggi vengono addobbati con decorazioni natalizie e tra i dipendenti ha luogo il classico scambio dei regali. La leggenda vuole che questa tradizione sia nata all’inizio del 1900: un gruppo di turisti sorpreso da una tempesta di neve proprio il 25 agosto, per non farsi rovinare la vacanza avrebbe deciso di festeggiare il Natale in anticipo, ispirato del manto di neve che stava ricoprendo il parco.E’ stata un’esperienza strana ma al contempo caratteristica, che ci ha permesso di scoprire anche le tradizioni natalizie americane.

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Il nostro tempo qui sta per scadere, ma spero che le ultime settimane saranno ancora piene di avventure.

Keep in touch..

Virginia Ciabatti

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