DRAW THE LINE: IL FESTIVAL CHE LASCIA IL SEGNO

Draw the line è un progetto nato nel 2011 dall’Associazione Malatesta di Campobasso, un collettivo di ragazzi, con l’obiettivo di riqualificare il territorio utilizzando la street art come motore di attività a sfondo sociale e didattico.

Educare i cittadini alla bellezza del “muro” e al corretto utilizzo delle pareti in un’ottica di sviluppo culturale, un’opportunità di visibilità del Molise nel panorama artistico internazionale. Il festival, della durata di due mesi, prevede la realizzazione di murales sulle facciate di edifici ubicati in varie zone della città, soprattutto in aree periferiche e degradate. Tutto ha inizio nel 1999, quando un gruppo di amici ottiene il permesso di dipingere il muro dell’ex stadio Romagnoli, luogo storico del capoluogo situato in pieno centro, ma versante in uno stato di totale abbandono. Il lavoro portato avanti suscita un rinomato interesse, inducendo il Comune a renderlo nuovamente accessibile.

Visto il successo dell’iniziativa, il gruppo nel 2004 fonda l’Associazione con l’idea di promuovere il territorio con attività di tutela e valorizzazione dell’ambiente cittadino attraverso proposte culturali, sportive, ricreative e volontariato.

Nel 2011 il progetto assume caratteri istituzionali vincendo il bando ministeriale “Giovani energie in Comune”. Con il coinvolgimento istituzionale, 80 artisti europei specializzati nella street art vengono ospitati a Campobasso con il permesso di dare libero sfogo alla propria creatività, senza censura, su edifici e spazi scelti dalle autorità.

Il risultato della prima edizione del festival è un successo indiscusso per la comunità, al punto che la seconda, quella del 2012, viene finanziata grazie ad un’azione di crowdfunding su eppela.com.  Oltre al sostegno finanziario, si è progressivamente sviluppato un coinvolgimento più profondo della comunità, che relazionandosi con gli artisti in opera, ha dato luogo a vere e proprie feste di quartiere con cibo, bevande e musica.

Interventi come questi hanno trasformato spazi abbandonati in una galleria d’arte a cielo aperto, sensibilizzando i residenti alla bellezza estetica, utilizzandola come forza motrice di riqualifica.

Grande attenzione è stata rivolta ai giovani e la loro relazione con il futuro della città, coinvolgendo ragazzi in laboratori sulle tecniche artistiche volte al miglioramento dei luoghi pubblici. L’impatto sociale riscosso ha suscitato l’interesse a visitare maggiormente la periferia, aumentando il senso di comunità e appartenenza al tessuto urbano, modificando il modo stesso di “vivere la strada”, sottolineando la differenza tra arte e vandalismo.

La manifestazione risulta particolarmente significativa ed emblematica, una proposta costruita dal basso che in breve tempo è riuscita a rendere i cittadini e la città promotori e destinatari di un processo virtuoso di riqualificazione del tessuto urbano.

Dopo una pausa durata due anni l’iniziativa è tornata con un carattere più forte nel 2015 e successivamente nel 2017, con artisti più noti nel settore e con obiettivi più ambiziosi, tanto che ad oggi Draw The Line ha portato il capoluogo ad essere una delle città italiane più dipinte, dando prova che il Molise esiste.

George Giannantonio 

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