BLACKKKLANSMAN

Ultimo film di Spike Lee del 2018, Blackkklansman è l’adattamento cinematografico del libro autobiografico Black Klansman dell’ex poliziotto Ron Stallworth. Nel cast figurano Adam Driver e John David Washington, figlio di Denzel che ha recitato in numerosi film dello stesso regista.

La trama tratta eventi realmente accaduti negli anni ’70 quando il primo detective afro-americano di Colorado Springs decide di infiltrarsi sotto copertura in quello che risulta essere il Ku Klux Klan ai suoi inizi. Il film è stato selezionato in concorso a Cannes e l’uscita nelle sale americane è stata fatta coincidere, come segno di denuncia, con l’anniversario del cosiddetto Charlottesville rally dell’ 11-12 Agosto 2017. Data in cui un numeroso gruppo di neo-fascisti e neo-nazisti ha organizzato una marcia antisemita e razzista nella città di Charlottesville, Virginia, scontrandosi violentemente con gli oppositori del movimento.

Oltre a questo riferimento esterno, la storia evidenzia rimandi chiari alla vicenda e nel finale mostra immagini originali dell’accaduto collegandosi anche alla situazione americana attuale. All’interno del film numerosi personaggi, dichiaratamente razzisti, citano in parte i discorsi del Presidente Trump. Spike Lee ancora una volta tratta un tema politico e sociale attuale e difficile, e utilizza lo strumento cinematografico per portare il pubblico a riflettere e a comprendere come la situazione di oggi, purtroppo, non sia così distante da quello degli anni ’70.

Ed è proprio il finale a lasciare senza parole di fronte alla crudezza delle immagini che colpiscono lo spettatore in modo violento ed eclatante lasciandolo in silenzio di fronte a una bandiera americana che perde i suoi colori, e in bianco e nero rimane fissa sullo schermo senza alcun suono.

Il regista anche questa volta non ci delude e riesce a creare un prodotto che risulta veloce e di intrattenimento, che si trova a metà tra una commedia e un drama. I personaggi appartenenti al KKK vengono rappresentati in modo grottesco, quasi ironico, a sottolineare quanta stupidità ed ignoranza ci siano dietro mentalità di un certo tipo. Con una colonna sonora eccezionale, ambientazioni e costumi incredibilmente veritieri e curati, Spike Lee concentra l’attenzione sui protagonisti della vicenda e sulla loro psicologia. Il messaggio trasmesso è infatti quello di accettarsi e di non cercare di scendere a compromessi per mimetizzarsi in una società che sembra volere solo conformismo.

Beatrice Corona

Annunci