Storia di un Erasmus: L’olandese pedalante

È una strana sensazione quella che ti coglie pochi giorni prima di un viaggio. Un cocktail di euforia e adrenalina, di voglia di avventure e di libertà, di gioia e di sorpresa. Il tutto condito dal brivido gelido dell’ansia e della paura. Viaggiare è tutto questo. Se poi il viaggio è un Erasmus e si decide di partire da soli, ogni emozione viene amplificata. 

Sorseggiavo lentamente questo strano cocktail il giorno in cui sono partito per il mio Erasmus in Olanda. Sono salito sull’aereo immaginandomi nei panni di uno di quei temerari guerrieri che spesso ho incontrato nelle mie letture. Un guerriero impavido, pronto a sfidare tutto e tutti, anche la morte. Poi l’attesa è finita. Il cocktail è finito. Ma invece di sentire la tipica ebbrezza, provavo solo ansia e terrore. 

L’Olanda è un paese meraviglioso, colorato e seducente. Allo stesso tempo, però, sa bene come farti sentire fuori posto. Te ne accorgi non appena entri nel supermercato per la tua prima spesa (ebbene sì, non si può vivere di soli tarallini e friselle). I banconi sono colmi di invitanti primizie, ma tutte accuratamente descritte in olandese.

Anche l’impatto con l’università non è semplice. Hai presente tutte quella belle favole che ti raccontano sulla facilità degli esami in Erasmus? Ecco, sono solo favole. Qui si lavora tanto e ti danno anche i compiti per casa. Eh già, se da una parte ti senti il protagonista di “Seventeen again” e provi il brio di un inaspettato ritorno ai tempi del liceo, dall’altra ti accorgi subito che del liceo è rimasta solo la parte peggiore e che non sei più abituato alle consegne settimanali. Il brio si trasforma ben presto nell’indignazione di quel piccolo (ma neanche troppo piccolo) Io-pigro interiore che noi tutti abbiamo. Esattamente quello che riesce a farti eseguire complicatissime posizioni di yoga, pur di non alzarsi dal divano per prendere il cellulare rimasto disgraziatamente sulla scrivania. 

Certo, le feste e il divertimento non mancano. Gli studenti olandesi sono maestri nell’organizzare eventi e party tra i più bizzarri. Come il Cantus: un sublime mix tra un concerto e l’Oktoberfest! Una serata perfetta che renderà la visione di “Una notte da leoni” colma di… ricordi. 

Poi ci sono i barbecue, le serate con gli amici e le lunghe gite in bici, tra paesaggi ameni e variopinti. La tua prima vera amica in Olanda è la bici. Il mezzo di trasporto più veloce ed efficiente. Una compagna fedele e leale con cui ti ritroverai a sfidare anche i più temibili temporali. In Olanda basta avere una bici per andare praticamente ovunque, ci sono persino autostrade affiancate dalla pista ciclabile. Se un certo Cesare… Cremonini fosse nato qui, probabilmente una delle sue canzoni più famosi avrebbe recitato “Dammi una bici e ti porto in vacanza!”.

Cominci così e ti ritrovi quasi a dimenticare tutte le difficoltà, salvo poi accorgerti che lì, proprio dietro quel tetro angolino, ci sono due occhietti che ti guardano. Sono gli occhi del tuo libretto universitario. Non appena lo prendi e lo avvicini al calore della lampada, ecco una scritta che compare. Prima tenue, poi sempre più brillante: “Un Esame per domarli, un Esame per trovarli, un Esame per ghermirli e nel corso di studio incatenarli”. È singolare come, alla fine, siano proprio tutte queste difficoltà a regalarti i tesori più grandi di un Erasmus. Quando inizi il cammino e scopri di avere una Compagnia di amici pronti ad aiutarti, pronti ad accompagnarti lungo l’intricata strada verso la vetta, quando scopri di avere una forza incredibile. 

Giunto alla fine ti accorgi che il viaggio non ti ha donato solo nuove esperienze e nuovi amici. Ti rendi conto che ti ha trasformato. Non c’è più traccia di quel ragazzo impaurito e impacciato.
Ora sì, sei un vero guerriero.

Giuseppe Giuliani

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