XmasCIMO #2. I libri da spacchettare sotto l’albero

Cari CIMERS, Ogni Natale – dacché io abbia ricordi – tra i vari pacchetti sotto l’Albero c’è sempre stata una costante: un libro regalato dai miei genitori. Un dono di cui né io né mio fratello saremmo mai stati privati. 

Se c’è una cosa che mi piace fare è regalare libri. Ma non a tutte le persone che amo piace leggere. Oppure sì, ma abbiamo gusti diversi. A me non piace moltissimo il fantasy, per esempio. Quindi alla fine mi ritrovo su Google a cercare quelli più quotati, vado in libreria e li prendo. Ma alla fine, quando sono in cassa, mi sento un po’ triste, perché io non l’ho letto e non mi interessa neanche farlo. Dall’altra parte so che sto facendo del bene, che non si regalano maglioni con paillette rosa a chi detesta i brillantini.
Per fortuna ci sono alcuni libri che vi salveranno da questa sensazione bipolare. Ecco a voi una piccola lista dei libri evergreen da regalare e regalarsi sotto l’albero di Natale.

Momenti di trascurabile Felicità/Infelicità, di Francesco Piccolo

Momenti di Trascurabile Felicità, e il successivo Momenti di Trascurabile Infelicità, sono due racconti che potrebbero essere regalati a qualsiasi tipo di lettore, anche a quelli che non si dichiarano tali.
Una volta mio padre mi disse che alcune trame dei film, a pensarci, raccontano la vita senza le parti noiose. Ebbene, Francesco Piccolo è riuscito nell’impresa di raccogliere i momenti della vita più insignificanti attribuendogli una paternità e un buffo diritto di esistere. Perciò ho deciso che per queste feste voglio regalare a tutti quanti l’anima di Piccolo, per vivere la vita in maniera esilarante. Così diventiamo tutti buffi e abbiamo più aneddoti da raccontare. E quando fanno schifo la prendiamo con più filosofia.

 

Big magic, di Elizabeth Gilbert

Dall’autrice di Mangia prega ama, il libro Big Magic può essere una stampella per tutti i creativi che hanno il terrore di camminare da soli. Elizabeth Gilbert in questo manuale riporta le proprie esperienze da scrittrice e di altri artisti famosi con la paura d’incorrere nel rischio di fallire perseguitando i propri sogni e ambizioni. Esemplare è la storia di una ragazza, aspirante musicista, a cui la sorella un giorno chiese “e se non dovessi riuscirci? Se nonostante la tua passione il successo non arrivasse? Come ti sentiresti ad aver buttato la tua vita così?”. La risposta dell’aspirante musicista fu: se non vedi che ci sto già riuscendo, io non sarò mai capace di spiegartelo”. Riporto le parole della Gilbert: Se lo fate per amore, lo farete comunque.

Stoner, di John E. Williams

Devo ammettere di averlo comprato solo per la fascetta: secondo Tom Hanks era un capolavoro. E io mi fido di Tom. Perché se avessi letto solo la trama probabilmente non avrei mai avuto il piacere di leggere Stoner.
William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarant’anni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l’amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso. La verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. Ed è questo il caso.

 

Vita dopo Vita – Kate Aktinson

Avete presente quella sensazione di aver già vissuto un momento

 della vostra vita? Come in Matrix, quando il protagonista vede passare sul pianerottolo lo stesso gatto nero due volte e dice di aver avuto un dejà vu, ma è un errore di Matrix. Forse le anime sono bloccate come un serpente che si morde la coda, costrette a girar intorno perdendo il senso dell’inizio e della fine. È così che deve sentirsi Ursula Todds, la protagonista di Vita Dopo Vita. Ambientato nel 1910 in Inghilterra, durante il periodo della prima e della seconda guerra mondiale, Ursula viene alla luce in una gelida notte d’inverno, la stessa notte in cui calarono le tenebre su di lei.“Pochi istanti dopo essere venuta al mondo, il mio cuore ha smesso di battere. A quattro anni, sono annegata nell’oceano. A cinque anni, sono scivolata da un tetto coperto di ghiaccio. A otto anni, ho preso l’influenza spagnola. Quattro volte. A ventidue anni, mio marito mi ha spinto con violenza contro un tavolino, uccidendomi. A trent’anni, sono morta durante un bombardamento tedesco su Londra”
Ursula è un personaggio soprannaturale ed umano allo stesso tempo. Rivive vita dopo vita la frustrazione di non poter cambiare ciò che vorrebbe e dover ricominciare tutto daccapo ma non senza tenacia. Una trama fitta, con risvolti sorprendenti. A parer mio tra gli scaffali delle librerie è stato riposto un nuovo classico della letteratura. Non sarò certamente l’unica a pensarlo.

Paola Manzo

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