JAZZ IN THE CORNER. Il jazz “nell’angolo” che raggiunge l’intera sala

Mercoledì 18 Ottobre 2017 si è tenuto presso il Santeria Social Club di viale Toscana 31 a Milano l’evento Jazz in the corneR: ad esibirsi l’Emanuele Tondo Trio che, come è facile intuire dal nome, si compone di un trio di jazzisti vivaci che hanno suonato per tutta l’intera durata della serata.

L’evento organizzato consisteva in un aperitivo che si poteva consumare comodamente sia all’interno che all ‘esterno del locale, accompagnato dalla performance di questi artisti. Da un punto di vista spaziale il trio era collocato su un piano leggermente rialzato esattamente in un “angolo” del locale, non immediatamente visibile all’ingresso e neppure da ogni tavolo sistemato nel salone. Ma sebbene fossero quasi nascosti e tenuti da parte, la loro musica riusciva ad entrarti fin nelle vene dal primo passo compiuto attraverso la soglia. Persino a chi sceglieva di sistemarsi all’esterno del locale non mancava l’intrattenimento: i suoni ricorrenti e dal ritmo sincopato del jazz giungevano insistenti fin fuori dalle porte creando una piacevole colonna sonora sotto il cielo milanese.

L’atmosfera che si respirava era insolita grazie alla presenza di un pubblico di appassionati che, in perfetto allineamento con lo spirito jazz della serata, comunicava attraverso il proprio atteggiamento e il proprio abbigliamento parte del messaggio di cui si faceva portatrice la musica stessa. Non mancava neppure l’elemento hipster che al pari contribuiva alla creazione dell’atmosfera sopra citata.

L’intera performance dava quasi la sensazione di essere una perfetta improvvisazione, dove ogni suono prodotto da ciascun singolo membro del trio era impeccabilmente armonizzato con i suoni a lui compagni ma al contempo anche con lo spazio circostante: quell’angolo, i muri, i tavoli, il bancone sistemato di fianco al piano rialzato e il pubblico. In ogni posto in cui ci si posizionasse l’illusione era che il suono provenisse dalle pareti stesse inondando l’intera sala. Ma non è questa forse la magia del jazz? La posizione volutamente appartata del trio infatti non era importante perché non erano loro i protagonisti della serata, ma lo era il loro jazz capace di raggiungere tutti con la meravigliosa sensazione di una musica dal vivo dove tutto ciò che contava era solo la musica stessa con solo una moderata attenzione ai performers.

Francesca Solieri

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