DUBLINO: un sogno e una sfida

Sono Camilla, una studentessa del secondo anno di CIMO, profilo media management, e durante la scorsa estate ho scelto di partecipare all’international program Customized Internship organizzato dalla nostra Università Cattolica del Sacro Cuore a Dublino, in partnership con l’Emerald Cultural Institute.

Nel corso di questi anni universitari ho avuto modo di appurare quanto la conoscenza della lingua inglese rappresentasse un requisito fondamentale nel mondo del lavoro come pure un obiettivo di realizzazione personale che desideravo raggiungere, ma che al tempo stesso mi intimoriva molto: pur riconoscendo di non avere particolari difficoltà nell’ambito della comprensione, la fluency ha sempre costituito un arduo scoglio da superare. Tra le innumerevoli opportunità di studio e lavoro all’estero offerte dal nostro ateneo la mia attenzione è ricaduta proprio sul programma di Customized Internship in quanto mi sembrava uno dei più completi e stimolanti oltre che affine a quelli che risultavano i miei interessi e le mie esigenze. Il programma prevede infatti quattro settimane di studio intensivo dell’inglese e dopo di ciò la possibilità di mettersi alla prova con un tirocinio presso una “English speaking company” del luogo, in modo da concretizzare le nozioni apprese e da collezionare un’esperienza lavorativa, coerente con il proprio percorso di studi, da inserire nel cv.

Non è sempre facile decidere di fare le valigie, impacchettare sogni, aspirazioni, paure e qualche paia di jeans e partire per un paese straniero. Un posto dove le persone si esprimono, si relazionano, spesso pensano in un modo diverso dal nostro, e per quanto l’entusiasmo di intraprendere una nuova avventura ci motivi, qualche volta non è sufficiente. Il mio timore più grande era quello di non riuscire a cavarmela, in tutti i sensi: non riuscire a capire, non essere in grado di verbalizzare i miei pensieri o di superare i colloqui di selezione. Eppure non avevo scuse: accademicamente era un momento favorevole, sentivo di avere tempo e voglia da dedicare a questa esperienza e così insieme ad un paio di amiche ho deciso di applicare e prenotare un volo. Ora come ora posso dire che probabilmente la parte più difficile è stata proprio salire su quell’aereo: una volta atterrata era iniziata l’avventura e lì ho realizzato di voler vivere intensamente ogni secondo dell’incredibile esperienza di cui mi trovavo ad essere protagonista, cercando di tenere lontane ansie o inutili paure.

Devo ammettere anche di aver riscontrato nel comunicare meno fatica di quanta immaginassi e nonostante il motto “sbagliando si impara” mi avesse sempre messa un po’ a disagio, ho cercato di pormi in ascolto ed apprendere, di non buttarmi giù qualora incontrassi difficoltà e di continuare a mettermi in gioco. Ad oggi posso dire che tre mesi non sono una vita, ma senza dubbio questo periodo è stato utile per migliorare consistentemente il mio livello oltre che come prezioso arricchimento personale e professionale. È inevitabile: si torna cambiati, pieni, felici e non saprei neanche spiegare il come o il perché, il quando si verifichi questo cambiamento, eppure accade. Quello che infatti questa esperienza mi ha insegnato è che non esiste un limite che non si possa superare, la cosa più importante è volerlo, avere chiari i propri obiettivi e inseguirli con coraggio e perseveranza.

La parte più significativa di questa esperienza è stata sicuramente l’internship, sono infatti molto grata ad Homestay.com per avermi dato la possibilità di far parte, anche se per poco, della loro azienda. Già durante l’interview avevo ben chiari i motivi per cui mi sarebbe piaciuto lavorare al suo interno: una travel company giovane, dal business model innovativo e che ambisce a mettere in contatto persone provenienti da tutto il mondo aventi in comune la passione per il viaggiare e il desiderio di condividere un’esperienza autentica in paese straniero, scegliendo di viverla accanto ad una persona del posto. Nel corso dei due mesi di tirocinio, in qualifica di customer experience executive, mi sono occupata della sfera dei rapporti con il cliente a 360°: dal momento in cui approcciava la booking platform per la prima volta decidendo di creare un profilo, sino alla gestione delle sue prenotazioni, fornendo costante supporto per la navigazione al sito, rispondendo a quesiti tra i più svariati e offrendo assistenza nel caso dell’incorrere di eventuali problemi.

Uno dei punti di forza, a mio parere, del lavorare all’interno di un’azienda relativamente piccola è la possibilità di instaurare un rapporto autentico, di collaborazione e di crescita, con le persone che ti circondano oltre che di mettersi alla prova con tasks sempre nuove e diverse tra loro. Penso infatti al mio stage come ad una sorta di percorso a tappe: dapprima ho appreso il come relazionarmi all’interno del nuovo contesto lavorativo, ponendo molte domande e cercando di capire quale fosse il mio ruolo e la mission dell’azienda; avendo poi guadagnato un po’ di autonomia, ho potuto gestire processi via via più complessi, i quali richiedevano un grado di impegno e responsabilità maggiore. Ho avuto poi la fortuna di essere affiancata da un team cordiale, professionale ed accogliente e che includeva membri provenienti da diverse parti del mondo, aspetto che naturalmente ha contribuito a rendere l’esperienza interessante e fruttuosa anche dal punto di vista personale.

Non potrei dunque essere più felice di quello che questo international program è stato in grado di trasmettermi: mi ha aiutato nel superare limiti che apparivano insormontabili, mi ha aperto orizzonti prima neppure contemplati e mi ha spronata a credere di più in me stessa e nelle mie potenzialità, anche in quelle che non pensavo di possedere. Se la domanda fosse: «Lo rifaresti?» La risposta sarebbe «Mille volte si».

Camilla Mastrantuono

Annunci