Natale è atmosfera: guida ai migliori mercatini europei

La vera bellezza del Natale sta nell’atmosfera: canzoni, luci, sorrisi, profumi e… mercatini!
I più famosi nel Nord Italia sono quelli di Bolzano e Merano ma quest’anno si è parlato molto anche dei mercatini di Aosta.
Tuttavia, penso che nella nostra penisola non abbiamo una vera e propria tradizione di mercatini che li renda irrinunciabili in ogni città. Spostandoci verso il Nord Europa (neanche troppo, basta andare in Svizzera), questi eventi sono una parte irrinuncibile del periodo pre-natalizio.
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Rimanendo nell’esempio dell’oltre confine, Berna è una piccola città molto carina che rispecchia pienamente lo stereotipo di piccolo borgo Svizzero (case in legno con i tetti spioventi, prati ovunque, …) e a dicembre ospita un molto suggestivo mercatino. La città è raggiungibile con qualche ora di treno, Trenitalia propone biglietti a partire da 29 euro, per cui, se volete programmare una breve gita fuori porta, questa è la vostra occasione!
Oltre al celebre Museo di Van Gogh che attira sempre orde di turisti, Amsterdam offre non solo mercatini, ma addirittura un festival delle luci. Ciò che si legge e si vede su internet a riguardo sembra essere uno spettacolo del tutto singolare. Se non vi lasciate intimorire dal freddo e da vento (cosa non facile), potreste riuscire a vedere la città in una maniera del tutto particolare.
Essendo io in Germania. a Francoforte, per il programma IMACS (a presto un nuovo capitolo del mio “Diario di bordo”), non posso non parlare di questa città che mi ha letteralmente rubato il cuore. Dal primo dicembre fino alla vigilia tutta la città si riempie di bancarelle per tutto il centro città. Cibo, giostre per bambini, oggettistica, addobbi, luci … un tripudio di clima natalizio invade ogni via.
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La prima cosa che colpisce usciti dalla metro (fermata Hauptwache per la precisione) è la zaffata di mille profumi che ci colpisce. Salsiccia: se ne trova di ogni tipo, in panini o in piatti con contorni da mangiare in piedi ai tavolini allestiti dalle bancarelle, ma sfatiamo un mito: niente krauti. Esatto, niente krauti. Inizialmente è stato un duro colpo da accettare, ma ora posso dire che lo stereotipo “Italia = pizza e mandolino” corrisponde allo stereotipo “Germania = salsiccia e krauti”: noi senza mandolino e loro senza krauti.
Comunque, dopo il salato, è doveroso passare al dolce: pretzel ricoperti di cioccolato, biscotti al cioccolato, cioccolato su cioccolato. Cioccolato ovunque, in ogni forma, modo e gusto (per la mia felicità)!
Mi sembra doveroso fare un elogio della versione tedesca del vin brulè: sapore meno forte (meno anice e decisamente meno chiodi di garofano) e molto più digeribile. Con 6 euro bevi una tazza di Gluhwein e ti porti a casa la tazza (carinissima), se invece la restituisci ti ridanno i 3 euro della cosiddetta “cauzione”.
Per quanto riguarda gli oggetti, si trovano addobbi natalizi soprattutto in vetro e legno, così come oggetti per la casa e piccole produzioni a mano. Il posto ideale per fare regali di Natale alla famiglia insomma (infatti mi sono sbizzarrita).
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Altro mercatino che ho visitato quest’anno è stato quello di Praga,improntato quasi esclusivamente sul cibo: “bombe di cioccolato” (a cui io purtroppo ho rinunciato, ma che i miei amici hanno assicurato essere buonissime), una specie di pizza fritta in stile napoletano ma con un impasto un po’ di verso con sopra (udite udite!) formaggio e ketchup (ebbene sì, purtroppo un grande difetto della Repubblica Ceca è quello di pensare che la passata di pomodoro ed il ketchup si euivalgano), biscotti in ogni forma gusto e sapore, ma soprattutto carne, carne, carne ed ancora carne. Buonissima.
Tuttavia, devo essere sincera: a Praga è più conveniente mangiare in un ristorante che ad una di queste bancarelle, ma il panino con il pulled pork che ho mangiato nella piazza del castello (al gelo) non lo sostituirei molto facilmente con qualcos’altro. Comunque ho saputo che dopo la mia partenza sono stati aggiunti altri mercatini, quindi probabilmente qualcosa incentrato sull’oggettistica più che sul cibo.

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