Rapporti Italia-Giappone

Un assaggio del Sol Levante: viaggio tra presente e passato

In occasione del 150esimo anniversario di relazioni Italia – Giappone, la 255 Raw Gallery di Bergamo creerà un ponte immaginario verso il paese del sol levante.

Da Sabato o1 ottobre per quindici giorni, la 255 Raw Gallery di Bergamo ospiterà la presentazione di Kokoro, la neo-costituita associazione per la diffusione della cultura giapponese, trasportandoci in un viaggio fatto di suoni, profumi e colori.

Essendo appassionata di cultura giapponese, ho deciso di partecipare all’inaugurazione: una volta entrata nel piccolo cortile di palazzo Zanchi, che si affaccia su una delle vie centrali di Bergamo, una moltitudine di donne giapponesi mi è subito apparsa davanti indossando svariati e colorati yukata e kimono, abiti tradizionali nipponici. Tra un assaggio di onigiri a base di tonno, verdure cotte a vapore e un sorso di tè giapponese, mi sono immersa completamente nella cultura del lontano oriente, mentre un turbinio di ricordi del mio ultimo viaggio a Kyoto sono riaffiorati man mano che scoprivo ciò che l’evento aveva da offrire.

vestizione-di-kimono

La serata si è sviluppata attorno a diversi punti di interesse: lo spettatore non era fermo e man mano che entrava nel cortile si addentrava nel cuore dell’evento. Vi era una postazione diversa per ogni attività: si poteva imparare a realizzare origami, confezionare le famosissime bambole antipioggia chiamate Teru teru bōzu, tipiche del folklore giapponese, e, in una terza postazione, era possibile farsi scrivere il proprio nome in Katakana.

Malgrado la mancanza di microfoni e amplificatori, che sarebbero risultati ottimali dal punto di vista acustico ma che avrebbero probabilmente rovinato l’atmosfera, si sono creati tanti piccoli gruppi che, come in un teatro itinerante, si spostavano da una postazione all’altra per poter assistere a ogni attività. Tra tutte quelle proposte, la principale è senza alcun dubbio la mostra fotografica di Tamayo Horiuchi intitolata “Kokontouzai”, 古今東西 un luogo tra passato e presente”.

Nella piccola stanza dalle pareti bianche ricorrono composizioni fotografiche di grande attrattiva: ogni dettaglio viene immortalato nel tempo e messo a fuoco attraverso un forte contrasto chiaro scuro che mostra non solo il lato tradizionale ma anche quello moderno di un paese tanto affascinante come lo è il Giappone. La mostra fotografica si erge su quattro ideogrammi: passato, presente, est e ovest, interpretati come luogo di sintesi tra mondi e concetti che solo apparentemente sono distanti. Non vi è presente, infatti, senza passato e non c’è oriente senza occidente: tutto questo ci narra quanto lo spazio e il tempo in cui viviamo siano profondi e correlati tra loro. Il Giappone racconta tutto questo: è sintesi e racconto di una fusione tra spazio e tempo, tra “rispetto delle tradizioni antiche ed una modernità fondata sull’innovazione”, in una parola, Kokontouzai.

allinterno-della-galleria

La serata si è conclusa con due rappresentazioni cardine della cultura nipponica: la vestizione di Kimono e la cerimonia del te.  Alle ore 18 Yuri Kanazawa e Maki Kitamura, con l’aiuto di una modella, hanno ricreato la vestizione di Kimono spiegando l’importanza di questo capo d’abbigliamento secondo la tradizione giapponese. Si tratta, infatti, di un processo lungo, che prevede l’utilizzo di 12 pezzi separati, tra stoffe, strisce e cordoncini di seta; il risultato è la combinazione perfetta di eleganza e raffinatezza, un mix di colori perfettamente combinati tra loro. Alle ore 19, invece, in un’altra postazione, l’associazione Kokoro ha proposto un assaggio della famosa e caratteristica cerimonia del te; a cui, sfortunatamente a causa del numero ingente di persone che si è radunata attorno, non ho potuto partecipare direttamente.

Tra corsi di Shodo, il laboratorio di calligrafia giapponese, kimono e cerimonie del te, per due settimane potrete immergevi in questa cultura cosi affascinante, quanto profonda, tuffandovi tra presente e passato, dimostrando come oggi è possibile spostarsi da un capo all’altro del mondo senza allontanarsi davvero.

CIMOreporter – Veronica Troiano

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