CimoTopTalents #7 FM? No, grazie ho smesso. Alessandra Stefanini, speaker, racconta il fenomeno delle web radio

Radio e digital revolution. L’universo delle web radio universitarie spiegata da chi col microfono ci va a braccetto. Alessandra Stefanini, studetessa CIMO e speaker radiofonica, racconta la sua vita dentro e fuori onda e spiega come la radio ribatte al miracolo (o alla minaccia?) del www.

Chi, ascoltando lo speaker alla radio, non ha mai pensato: “Chissà come è stata la prima volta? Voce tremante, toni bassi, vuoti di mente, “ehm” a non finire e colpi di tosse che più che a rischiarare i suoni servono a prendere coraggio e prepararsi al salto. E alla fine si salta, come sempre. A battezzare Alessandra, radiofonicamente parlando, è stata Radio 6023, la radio dell’Università del Piemonte Orientale. <<La mia prima volta in diretta è fissa nei miei ricordi: era in onda quella che è stata il mio cicerone che ha pensato bene di buttarmi davanti al microfono totalmente a sorpresa. -ricorda Alessandra- La frase chiave è stata: “Sì, sono una nuova new entry”, questo dovrebbe dare l’idea di quanto fossi agitata e di quanto non avessi idea di che cosa uscisse dalla mia bocca. La cosa bella e terrificante di fare radio è che ogni volta davanti al microfono devi sempre saperti buttare e basta>>.

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Alessandra a Radio City Milano nel 2015

In tre anni Alessandra passa da speaker spalla a conduttrice. Poi sbarca nella “grande mela italiana” e al Festival delle radio universitarie 2015 incontra POLI.RADIO, radio del Politecnico di Milano. E’ amore a prima vista…ops, suono. <<Sono pendolare tra Novara e Milano e sono stata costretta a rinunciare alla mia passione di speaker. -spiega Alessandra- Ora mi occupo della redazione di articoli per il sito web di POLI.RADIO, aiutando anche la ricerca di notizie per il progetto m2U-m2o University e per altri progetti in cui la radio è coinvolta>>.

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Alessandra in Università del Piemonte Orientale durante un open day

Alessandra ha partecipato all’organizzazione dell’ultima edizione dell’International Radio Festival di Milano per la parte radio universitarie. <<Sono stata referente di POLI.RADIO per il reparto comunicazione e promozione, lavorando alla creazione della campagna social per il festival.-continua la ormai non solo speaker-Ho organizzato la partecipazione al festival delle radio fuori dal circuito milanese. E’ stata un’esperienza altamente formativa. Mi ha davvero aperto la mente>>. In occasione del festival sono nate le Officine Radiofoniche Milanesi, una sorta di marchio, come lo definisce Alessandra, che ha raggruppato POLI.RADIO, Radio Statale, Radio Bocconi e Radio BicoccaM2U-m2o University, altra iniziativa a cui ha partecipato la cimers, è un progetto ormai al suo quinto anno, un format nato dalla collaborazione dell’emittente nazionale m2o radio con le web radio universitarie, curato dagli studenti dei vari Atenei d’Italia, che raccontano la vita universitaria in tre appuntamenti settimanali. <<Ora sto pensando al mio futuro programma per la nuova stagione di POLI.RADIO. -continua Alessandra- In virtù della mia passione per l’arte e per gli eventi legati alle mostre e alle installazioni contemporanee, vorrei costruire una sorta di ponte tra l’arte visiva e un medium che invece usa solo voce e udito>>.

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Alessandra all’International Radio Festival

Ma quali sono oggi, nell’era fredda e digitale, dell’esperienza sinestesica, dei media ibridi, della partecipazione attiva e diffusa degli utenti ai processi creativi, le sfide con cui la radio deve fare i conti? Radio, medium che ha parlato per la prima volta alla massa nell’inverno del 1920 e che da quel momento, strozzature di contesto, totalitarie o consumistiche (che e è dire quasi la stessa cosa) a parte, si è mantenuta sempre fedele a se stessa? <<Per noi il digital è fondamentale. – spiega Alessandra- Per i costi delle frequenze FM e i non ricchissimi contributi da parte delle università. Le web radio, tuttavia,  ancora non possono essere vere rivali delle FM. E’ proprio questo che fa riflettere: c’è ancora la stragrande maggioranza delle persone che accende la radio e l’ascolta come facevano i miei nonni, i miei genitori>>.

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Alessandra al Talent della Big J Academy al Festival delle radio universitarie 2015

Alla domanda: “Perchè, secondo te, in un mondo ormai tatto-visivo, le persone continuano ad ascoltare la radio?”, Alessandra risponde: <<Mi piace pensare che sia perché i media che coinvolgono un solo senso, come anche il romanzo, lasciano più spazio all’immaginazione, alla parte più istintiva e meno razionale e dunque portino a un coinvolgimento profondo, più di un altro medium che stimola tutti i nostri sensi e che ci dà la “pappa pronta>>. Il web oltre che aver dato la possibilità quasi a chiunque lo desideri di aprire una stazione radio, in una sorta di nuova “era delle radio indipendenti”, inaugura un  universo di originali soluzioni anche per le frequenze storiche. <<Il digital e il “multipiattaforma” hanno fatto bene anche alla radio: ora i grandi programmi lanciano i loro ospiti su Twitter per promuoversi, Deejay Chiama Italia va in onda tutte le mattine in radio e anche in televisione ed esistono app per ascoltare i propri programmi preferiti in mobilità e che sono preziosissime per noi che trasmettiamo solo su internet>>conclude Alessandra.

CIMERS non vi sveliamo ancora nulla ma, state connessi perchè  a breve ci saranno grandi novità on air … !

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