ESAME NON TI TEMO! Come prepararsi con metodo

Sai porti degli obiettivi e raggiungerli con successo? Secondo gli studiosi la prova del nove sono proprio i tanto temuti esami universitari. Eppure sono davvero pochi gli studenti che arrivano al giorno precedente al “dramma accademico” con ancora tutti i capelli in testa, le mani in tasca e un bel sorriso rilassato sul viso. Ma il trucco, come in ogni cosa, c’è. 

Stop al cosiddetto “studio matto e disperatissimo“, stop alla “pausa tattica”, stop alle sedute di studio notturne e soprattutto stop al delirio da bibite energetiche. Per ottenere risultati tangibili occorre procedere su una nuova via, quella della disciplina e metodo. Ecco allora alcuni semplici e fondamentali step non solo per far fruttare al massimo le ore di studio ma applicabili in realtà per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo desiderato.

  • 1) Definire un piano di azione. Punto di partenza irrinunciabile in azienda, nello studio come nella vita in generale. Nello specifico le domande chiave devono essere: quanti giorni ho? Quante pagine devo studiare? La storia, tragica, dimostra tuttavia che tali piani di azione vengono rispettati dagli studenti si e no nei primi due o tre giorni di applicazione della strategia. Dopodiché è di nuovo delirio, invece che costanza. Attenzione: gli obiettivi giornalieri devono essere fattibili! In altre parole, pensare di memorizzare 100 pagine al giorno non è un obiettivo accettabile. Un obiettivo, come afferma Peter Drucker in Management per obiettivi, deve essere SMART, ovvero :
  • Specifico/Semplice (ossia ben definito e chiaramente comprensibile)
  • Misurabile (o per lo meno valutabile) nella sua raggiungibilità. Divisibile in micro-obiettivi. 
  • Accettabile (nel senso di “considerato raggiungibile” dalle persone coinvolte nel progetto)
  • Rilevante (ossia importante per il committente, al punto di affidare un mandato chiaro e forte a coloro che hanno responsabilità nel progetto)
  • Tempificato/Tracciabile (nel senso che deve essere conseguito entro una data certa e poter essere tracciato nel suo avanzamento).  Il vostro obiettivo rientra in questi cinque punti?
  • 2) Controllare i progressi.  L’ossessione per i risultati tende a far perdere di vista i piccoli progressi, un toccasana per l’autostima e la motivazione! Un’idea potrebbe essere compilare una to do list, una lista di “cose da fare” e ogni volta che si è portato a termine un’obiettivo prefissato disegnare al suo fianco una stella. Segnare, inoltre, con colori diversi i gradi di urgenza può essere utile a “non perdersi” e a rimanere focalizzati sugli obiettivi primari. Vedere su un foglio i nostri progressi ci aiuta ad aumentare la  motivazione, la quale ha una potenza inimmaginabile, ma come ogni altra emozione deve essere un pochino stimolata. In poche parole, bisogna crederci.
  • 3) Condividere l’obiettivo. Parlatene. Parlatene. Parlatene. Difficile non raggiungere la meta quando ci si mette il 110% di sé stessi. Il problema sta proprio nel trovare quella determinazione assoluta che permetta di fare ciò che non si riteneva possibile.  Raccontare ad altri il nostro obiettivo (rilevante), rendere la nostra impresa pubblica, perché no, anche sui social, comunicare agli altri i nostri progressi intermedi è efficace a prenderne coscienza. Autofererenziali? No! Ciò aiuta ad aumentare la forza di volontà e a non lasciare indietro quell’obiettivo. “Creditela!” insomma e soprattutto dillo a tutti.
  • 4) Premiarti ad ogni micro-obiettivo raggiunto. La parte sicuramente più apprezzata. Ogni volta che si raggiunge il traguardo giornaliero regola vuole che ci si conceda un piacere. Il premio deve essere deciso prima di iniziare la corsa al traguardo in modo che crei determinazione nel raggiungimento dell’obiettivo stesso. Una puntata del telefilm più amato, un’uscita con gli amici, un piatto prelibato , fare quello che più si desidera o “semplicemente” sapersi dire >> bravi <<.  Ciò permette di  svegliarsi il giorno successivo pronti e determinati per la nuova tappa del viaggio. Per questo occorre imparare a liberare completamente la mente e ad “ossigenare” il cervello e la memoria. Sembra buffo a  dirsi, ma anche il relax della mente e lo svago quando si è sotto “stress”  è in realtà una bella impresa da non sottovalutare!
  • Screenshot_2016-01-10-17-34-25.png5) Se il problema invece è che si è un po’ messi male con la sentinella del cervello, la memoria,  può essere utile allenarla a creare network.   L’occhio generale è un po’ scettico nei confronti delle cosiddette tecniche di memorizzazione, ma chi le ha applicate le difende a spada tratta. Il trucco sta nel collegamenti attraverso associazioni mentali o anche grafiche. Più collegamenti si creano intorno a un dato concetto più è semplice ricordarlo. Fondamentale secondo gli studiosi sembrerebbe essere anche lo sport. Mens sana in corpore sano disse Giovenale in Satire. Ed è proprio così, fare una corsetta tra una seduta di studio e l’altra permetterebbe non solo di rilassare la mente,  ma anche di  attivare, stimolare e fissare addirittura la memoria stessa.
  • 6) Da ultimo ma in realtà caposaldo di tutte la strategia di studio efficace è la sottovalutata, con conseguenze tragiche, tattica della “profezia che si autoavvera.  Impariamo ad avere un dialogo interno positivo. Pensiamo a ciò che vogliamo che accada! Se siamo convinti che l’esame andrà male, il nostro cervello si applicherà allo studio con un atteggiamento “in down” provocando un diretto ed immediato impatto negativo sulle performance di studio. I risultati finali, come facile immaginare, saranno fallimentari riconfermando la tesi iniziali di “impresa senza possibilità successo”. Questo non diventa funzionale agli obiettivi prefissati. Al contrario, se pensiamo in modo positivo, la mente e il corpo si si aprono e si predispongono per raggiungere quello scopo in modo proattivo.  E lo Stress? Possiamo usarlo a nostro favore.  Avere una buona dose di stress (Eustress) serve, infatti,  a tenerci attivi. Se lo stress però diventa negativo (Distress) porta a un calo di energie ed ostacola i nostri obiettivi. Essere “agitati” la giusta dose prima di un esame porta energia. Avere ansia eccessiva (o non averne affatto ) e pensare in termini negativi toglie energia.

Il trucco per raggiungere il tanto agognato 30 sta allora nell’impegno e nella disciplina e nell’organizzazione tanto quanto nell’autostima e nella determinazione. Più ci si crede più è probabile arrivarci. Il successo è a portata di goal.  Pronti? Via!

 

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