Ti è mai capitato di raccogliere fondi per un evento e di ricevere in cambio solo porte in faccia o un gelido “le faremo sapere”? Il motivo è semplice: oggi, le persone e i brand non cercano più semplici prodotti o servizi, ma storie e valori in cui credere.
In questo scenario, anche il fundraising si è reinventato. Chi lavora nella cultura o negli eventi lo sa bene, raccogliere fondi non significa più fare una colletta, distribuire volantini o inviare centinaia di e-mail sperando in una risposta, ma progettare una vera e propria strategia di comunicazione.
Uno degli errori più comuni nel fundraising è fare di tutta l’erba un fascio. Quando si cercano risorse, bisogna prima di tutto capire con chi si ha a che fare:
Il donor è chi sceglie di sostenere un progetto semplicemente perché crede nella causa e vuole fare una differenza, tutto questo senza aspettarsi nulla in cambio.
Lo sponsor, al contrario, investe denaro perché cerca risultati concreti, come visibilità per il proprio marchio, nuovi clienti o una buona pubblicità.
Ma ora dobbiamo chiederci, cosa spinge un semplice cittadino o un’azienda a investire in queste iniziative?
Per i privati sostenere le organizzazioni culturali attraverso il 5×1000, quote una tantum o annuali e programmi di membership fa sì che il pubblico si senta parte di una comunità.
Per un’impresa, affiancare il proprio nome a un evento culturale o sociale è un’opportunità enorme. Permette di intercettare un pubblico specifico e di sviluppare le proprie iniziative di Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR).
Un’azienda può partecipare per rafforzare la propria brand reputation, per creare iniziative ad impatto positivo sul territorio o semplicemente per sfruttare l’evento come occasione di networking con partner e stakeholder fondamentali.
Chiedere un finanziamento è solo la punta dell’iceberg. Dietro ad una campagna di successo c’è un lavoro lungo e complesso. Ecco quindi 4 punti da rispettare per organizzare un fundraising di successo.
- Studiare l’interlocutore: individua quali realtà hanno valori e pubblico in linea con il progetto.
- Creare un legame vero: costruisci un rapporto di fiducia prima ancora di presentare un preventivo o una proposta.
- Coinvolgere il partner: fallo sentire parte attiva e concreta dell’iniziativa, non un semplice bancomat.
- Ringraziare e mostrare i risultati: dimostra l’impatto positivo di ciò che si è fatto attraverso dei report chiari ed esaustivi, in modo da rinnovare la collaborazione nel futuro.
Gestire sponsor e sostenitori richiede tempo, energia e professionalità. Ma quando si utilizza il metodo giusto, il fundraising smette di essere un ostacolo e diventa il motore principale per far crescere un progetto nel tempo.
Oggi, saper fare fundraising non è più un’opzione accessoria. È una competenza essenziale per chi vuole lavorare in comunicazione e nella gestione eventi. Perché il successo non si misura solo dalla somma raccolta, ma dalla capacità di trasformare un sostegno economico in un’alleanza strategica forte e duratura.
Arianna Mantegazza
