RENEST: IL VIAGGIO NEL CIBO CHE PARLA DI FUTURO

A CityLife, Nestlé racconta con “ReNest . Dalle radici al futuro. Un viaggio dentro al cibo” il cibo come sistema vivo: un percorso interattivo tra sostenibilità, economia circolare e piccoli gesti quotidiani.

Il cibo non è solo ciò che arriva nel piatto. È una rete di persone, scelte, ambiente e comunità. Da questa idea nasce ReNest, il progetto promosso da Nestlé Italia che un gruppo di studenti del corso di laurea magistrale Comunicazione per l’impresa, i media e le organizzazioni complesse (CIMO) e del Master in Account e Sales Management ha avuto l’opportunità di visitare in esclusiva, all’interno di CityLife, lo scorso 20 maggio.

L’iniziativa ha proposto un percorso esperienziale e multisensoriale dedicato alla sostenibilità alimentare. Attraverso installazioni immersive, totem interattivi e spazi pensati per coinvolgere il pubblico, ReNest ha guidato i visitatori dentro le quattro tappe del ciclo del cibo: origini, trasformazione, consumo e seconda vita.

Il messaggio è chiaro: dietro ogni alimento esiste un sistema complesso, fatto di filiere, responsabilità e possibilità di cambiamento.

UN NIDO PER RIPENSARE IL CIBO

Il cuore simbolico del progetto è il “nido”, come suggerisce una parte del nome: “nest”. Un luogo in cui si cresce, si ascolta, si condividono idee e si impara a guardare il futuro con maggiore consapevolezza. ReNest parte proprio da qui: dal bisogno di costruire uno spazio in cui parlare di cibo non solo come consumo, ma come relazione.

Il percorso unisce tecnologia, design, ingegneria ed economia circolare. Nel tunnel di capsule, ad esempio, gli scarti si trasformano in nuove possibilità: ciò che oggi finisce nel cestino può diventare domani una nuova risorsa.

La sostenibilità, in questo senso, non resta un concetto astratto: diventa un gesto concreto, quotidiano e replicabile.

DARE VITA ALLA RIGENERAZIONE

Durante l’evento, Valeria Norreri, Head of Corporate Brand and Content Strategy di Nestlé Italia, ha raccontato la sfida alla base del progetto.

Qual è stata la sfida più grande nel trasformare il concept in qualcosa di coinvolgente?

«La sfida più grande è stata dare vita al concept, trasformandolo in qualcosa di vivo e concreto. Abbiamo cercato di portare in scena il nostro nido attraverso ReNest, raccontando la filiera alimentare all’interno di un percorso sostenibile con fonti autorevoli ma anche esempi concreti, sfatando falsi miti e svelando delle curiosità».

Anche i materiali scelti fanno parte della narrazione. Bambù e sughero, utilizzati per l’allestimento, non sono solo elementi estetici, ma strumenti coerenti volti a rafforzare il messaggio del progetto. Come spiegato dalla Dott.ssa Norreri, questi materiali e queste installazioni saranno donati a Croce Rossa Italiana, scuole del territorio e in parte traslocate in fabbrica e altre sedi aziendali.

La rigenerazione passa anche da ciò che resta: materiali, spazi e idee possono essere trasformati invece che sprecati.

UN’ESPERIENZA CHE CONTINUA OLTRE L’EVENTO

ReNest non vuole essere un episodio isolato. L’esperienza fisica resta centrale, perché permette di sentire profumi, osservare materiali, interagire con installazioni e vivere il tema della sostenibilità in modo diretto. Allo stesso tempo, il progetto è sostenuto da un piano digitale e social pensato per ampliare il racconto.

L’obiettivo è far vivere ReNest anche oltre CityLife, raggiungendo chi non era presente e continuando a generare consapevolezza.

Un ruolo importante è affidato anche agli studenti. Secondo Valeria Norreri, le nuove generazioni sono particolarmente sensibili ai temi ambientali e sociali e rappresentano un pubblico fondamentale. Sono i talenti di domani e avranno un ruolo decisivo nel costruire un sistema alimentare più responsabile.

PICCOLI GESTI, IMPATTO CONDIVISO

Attraverso ReNest, Nestlé racconta il proprio modello di Creating Shared Value, basato sulla creazione di valore per il business, ma anche per persone, comunità e pianeta.

Il punto di partenza è semplice: il futuro del cibo riguarda tutti. Privati, pubblico, istituzioni,  aziende, cittadini, studenti e consumatori partecipano allo stesso sistema. Per renderlo più sostenibile servono ascolto, educazione, scelte consapevoli e collaborazioni per un maggior impatto.

ReNest invita a guardare il cibo da vicino, a chiedersi cosa ci sia dietro ogni prodotto e a riconoscere il valore dei gesti quotidiani. Perché il cambiamento non nasce solo dalle grandi decisioni, ma anche da abitudini ripetute nel tempo.

Nel nido si cresce insieme. Ed è proprio da lì che può partire un nuovo modo di immaginare il futuro del cibo.

Anna Farina, Matteo Vetri