Oggi l’attenzione è la moneta più preziosa del web, ma è anche la più difficile da conquistare. Sebbene nell’immaginario comune siano spesso legate all’infanzia o al mondo sportivo, le mascotte – o brand characters – rappresentano uno degli strumenti più sofisticati del marketing sociale moderno.
Secondo gli studi pubblicati sul Journal of Marketing Management, questi personaggi agiscono come veri e propri “totem organizzativi”: non sono semplici grafiche, ma contenitori di valori che rendono tangibile l’astratto. Lumi, la guida che abbiamo ideato per la nostra campagna Scroll&Stop the Hate, da pubblicare sul profilo Instagram della Rete Nazionale per il Contrasto ai Discorsi e ai Fenomeni d’Odio, trasforma una direttiva etica in un volto amico. È una guida luminosa progettata per navigare le zone d’ombra che possono nascondersi nella rete.
L’identità di Lumi: inclusività e simbolismo
Fin dalle prime fasi di brainstorming è apparso chiaro che per incarnare i valori della campagna Scroll&Stop the Hate, la mascotte dovesse essere uno specchio per chiunque. Dunque, abbiamo scelto di spogliare Lumi di ogni connotazione di sesso, genere, età ed etnia, per creare un’entità fluida e universale in cui ogni utente potesse liberamente immedesimarsi.
Il nome Lumi non è casuale, ma racchiude in sé tre significati diversi:
- Identità di gruppo: si ricollega direttamente al nome del nostro team, ovvero Lumen Lab.
- Funzione pedagogica: Lumi ha il compito di fare luce sui meccanismi degli hate speech, rendendone visibili le conseguenze, spesso sottovalutate.
- Riflesso dei tempi: il nome evoca anche la velocità della luce con cui i discorsi d’odio si propagano online.
Genesi creativa: tra Intelligenza Artificiale e Character Design
Per dare forma a LumI abbiamo esplorato le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale, al fine di ottenere un’estetica vicina al mondo dell’animazione. Lumi indossa un outfit semplice e quotidiano: sneakers, jeans e felpa. In particolare, sulla felpa è presente il logo della Rete Nazionale che funge da firma istituzionale, bilanciando l’aspetto informale del personaggio con l’autorevolezza del messaggio di cui è portatore.
Lumi non è un elemento grafico fisso, ma un personaggio vivo. Per rispondere alle esigenze dei diversi formati dei contenuti sui social, Lumi è stata declinata sia in asset grafici per i caroselli infografici, sia in clip dinamiche per i contenuti video, garantendo così una presenza coerente in ogni tipo di contenuto della campagna. Inoltre, abbiamo creato un set di espressioni e pose basate sulle emozioni primarie, rendendo Lumi capace di reagire ai messaggi della campagna e le tematiche affrontate man mano.
Il ruolo strategico: una portavoce, non una giudice
Nella campagna Scroll&Stop the Hate, Lumi non ricopre il ruolo di un’autorità saccente che impartisce lezioni dall’alto, è piuttosto una guida: una figura paritetica che accompagna l’utente attraverso un percorso esplorativo. L’hate speech non viene presentato come un fenomeno astratto, ma come una realtà tangibile e multiforme dal un comportamento modificabile attraverso la consapevolezza e la responsabilità individuale.
L’introduzione di Lumi all’interno della campagna risponde a tre obiettivi strategici fondamentali:
- Umanizzazione: dare un volto alla causa portata avanti dalla campagna.
- Engagement: rendere ancora più immediato e accattivante il linguaggio visivo dei contenuti, in quanto temi complessi come quello dell’hate speech possono risultare difficili da comprendere e pesanti da affrontare.
- Memorabilità: creare un fil rouge visivo che renda i contenuti della campagna riconoscibili e memorabili per gli utenti.
Rivolgendosi principalmente alla Gen Z, Lumi parla la lingua della contemporaneità: è pop, è inclusiva ed è pronta a scardinare i meccanismi dei discorsi d’odio, portando luce sulle loro caratteristiche e le loro conseguenze!
Marta Andolina
