IL FAI APRE LE  PORTE DI VILLA BUSSOLERA-BRANCA

Tutti conoscono il Fai e il lavoro che svolge per la tutela e la diffusione della bellezza sul territorio italiano, ma non tutti sanno che il Fai raggruppa al suo interno delegazioni di cui anche molti giovani fanno parte.

Ci sono gruppi di giovani dai 18 ai 35 anni (per un totale di 93 delegazioni) che collaborano all’interno delle giornate Fai di Primavera e Autunno, occupandosi di valorizzare e far conoscere il territorio e promuovendo durante l’anno un ricco calendario di appuntamenti in tutta Italia: visite culturali, escursioni, momenti musicali, seminari, iniziative conviviali, corsi e tanto altro.

All’interno delle giornate di Autunno, la Delegazione Fai Oltrepò Pavese si è occupata dell’apertura della Villa Bussolera-Branca, sita nel comune di Mairano in provincia di Pavia, sulle colline di Casteggio.
Attualmente si tratta di una Fondazione che gestisce anche la Tenuta Le Fracce, un’azienda vitivinicola che produce vini di alta qualità.
La villa sorge in un luogo che vanta secoli di storia, infatti il terreno fu donato nel 972 al Monastero di S. Maria (detto delle Cacce) da Ottone I in occasione delle nozze del figlio Ottone II con Teofania, figlia dell’imperatore di Oriente.
Dopo la confisca dei beni ecclesiastici decisa con l’invasione napoleonica, i terreni e i fabbricati di Mairano furono poi venduti ai privati cittadini.
La tradizione vuole che Giuseppe Mazzini, durante l’insurrezione del 1848, abbia soggiornato in quella che diventerà Villa Bussolera. A seguito di diversi passaggi di proprietà, succedutisi nel corso degli anni, una rilevante porzione venne acquistata nel 1954 dall’avvocato Fernando Bussolera e dalla moglie Lina Branca. L’avvocato Bussolera fu influenzato dalla personalità e dalla cultura straordinaria dello zio Alessandro Della Seta, celebre archeologo che lo fece appassionare alla cultura greca.

Bussolera sposò la contessa Lina Branca di Romanico, mantenendo a lungo segreto il matrimonio. In seguito, acquistò la villa di Mairano, dove si trasferì con la consorte dedicandosi all’agricoltura, ai cavalli arabi e andalusi, agli animali esotici e alle collezioni di auto e carrozze.
Alla morte della moglie, ereditò la maggioranza relativa della Fratelli Branca e il titolo di conte.

La villa è una costruzione ottocentesca con torretta e ampio loggiato; nell’idea del Conte c’era la volontà di circondarsi di elementi del passato, infatti al suo interno si trovano collezioni di fregi greci autentici o riprodotti nello stile. Le sale interne, oltre ad un arredo che raggruppa anche elementi artistici provenienti da altre parti del mondo, possiedono un gusto raffinato grazie alle tappezzerie a stampo floreale che danno un senso di soffusa bellezza. Il parco, invece, è un organismo in cui aiuole, alberi di alto fusto, fiori e cespugli si integrano con le statue e le voliere, dando un senso di sottile esoterismo.

Inoltre, Bussolera, era un amante degli animali. Nella sua villa, infatti, si potevano trovare: cavalli, pavoni, fenicotteri, un ghepardo e persino una leonessa.
L’avvocato si spense nel dicembre del 1994 e destinò l’immenso patrimonio di circa 170 miliardi di lire alla Fondazione Bussolera-Branca che promuove la ricerca, la tecnologia e la formazione professionale in campo vitivinicolo.

La visita della villa ha registrato un overbooking di visitatori. Si tratta di un altro esempio di come il Fai abbia proposto la bellezza di un luogo, per molti poco lontano da casa, ma che, senza l’azione dei volontari giovani Oltrepò e la disponibilità  della fondazione, sarebbe rimasto sconosciuto.

Giorgia Casarini