Salute, digitalizzazione e alfabetizzazione digitale: sono questi i temi trattati nella giornata del 16 novembre nel corso della tavola rotonda Digital health literacy. Orizzonti e sfide, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Il convegno, moderato dalla professoressa Elisabetta Locatelli, coordinatrice del progetto Health Communication Monitor di ALMED – ALTEMS e introdotto da Mariagrazia Fanchi, direttrice di ALMED e da Andrea Canova, preside della facoltà di Lettere e Filosofia, ha visto protagonisti ricercatori e figure istituzionali che si sono confrontate su un tema più attuale che mai.
L’incontro è inserito in un ciclo che è parte di un progetto più ampio – Comunicare la salute è la cura – nato dalla collaborazione di ALMED, ALTEMS e Farmindustria, per trasmettere l’importanza della comunicazione della salute, alla luce della trasformazione nel settore sanitario ad opera dei media a seguito della pandemia.
Si è cercato di indagare la multidimensionalità della questione – non puramente tecnica, ma anche e soprattutto etica –, soffermandosi sui recenti cambiamenti che hanno visto la figura del medico venire accostata da una serie di influenze legate alle nuove tecnologie e il rapporto medico-paziente modificarsi ed evolversi. Jacopo Murzi, componente della Giunta di Farmindustria, ha evidenziato la necessità per il sistema sanitario di dedicarsi allo sviluppo del Fascicolo Sanitario Elettronico, per rendere più efficiente la raccolta e l’utilizzo delle informazioni, e la scarsità di esperti nel settore delle telecomunicazioni e dell’informatica in Italia. Per fare questo, come Murzi ha ribadito, è fondamentale la collaborazione tra istituzioni, aziende, università e centri di ricerca, affinché si possano formare i professionisti del futuro e si possa venire incontro alle esigenze della comunità.
All’ordine del giorno non poteva mancare il punto inerente agli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che, come la ricercatrice Federica Morandi ha ricordato, ha dato un certo peso alla telemedicina. In particolare, l’obiettivo è quello di ridurre gli impatti negativi sulla vita delle persone rafforzando la rete di assistenza territoriale attorno al domicilio del paziente, con il supporto indispensabile della tecnologia; possibile solo con un impegno sul fronte dell’alfabetizzazione digitale, per non ricadere nel pericolo del tecno-stress.
Tra le figure istituzionali, oltre a Jacopo Murzi, l’incontro ha visto la presenza del dottor Giovanni Pavesi, Direttore Generale Welfare della Regione Lombardia. Pavesi ha chiarito le finalità della digitalizzazione nel sistema sanitario, menzionando la valorizzazione del patrimonio informativo complessivo, la condivisione di nozioni e casistica tra esperti e la facilitazione dell’accesso alle cure. Ha presentato poi una serie di obiettivi operativi regionali, tra cui la realizzazione di un sistema per la gestione digitale del territorio, la creazione di un unico punto di accesso per la richiesta della prestazione e l’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico.
Come suggerito dalla professoressa Fanchi, se si impara a comunicare la salute, si può comunicare di tutto. Diventa rilevante, perciò, capire come poter operare nell’ambito della comunicazione in un mondo che punta ad essere altamente digitalizzato, cercando, per quanto possibile, di non lasciare indietro nessuno, per favorire una cittadinanza attiva e partecipe nella creazione di valore per la comunità.
