COME NON FARE PERSONAL BRANDING: NOVAK DJOKOVIC E IL CASO AUSTRALIAN OPEN

Il mondo del tennis è stato scosso da una serie di eventi controversi durante l’edizione del 2022 degli Australian Open. Al centro di questa tempesta mediatica c’era Novak Djokovic, uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi.

Nonostante i suoi straordinari successi sul campo, Djokovic ha commesso una serie di errori nel suo comportamento che hanno gettato un’ombra sulla sua reputazione e lo hanno messo in cattiva luce agli occhi di molti, andando a danneggiare fortemente il suo Personal Branding.

Ripercorrendo la serie di errori commessi dal tennista, nel giugno 2020 Novak Djokovic ha organizzato la tournée di tennis Adria Tour in Serbia e in Croazia con l’intento di raccogliere fondi per beneficenza. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi giocatori di alto livello. Tuttavia, durante la tournée non sono stati rispettati adeguatamente i protocolli di protezione contro il COVID-19, diffondendo il virus tra i partecipanti, incluso Novak stesso.

L’episodio ha generato una grande polemica attirando l’attenzione dell’opinione pubblica.

Due anni più tardi, in vista degli Australian Open 2022, il direttore del torneo ha annunciato che per tutti i partecipanti al torneo sarebbe stato necessario effettuare la vaccinazione contro il COVID-19. Lo stato vaccinale di Novak Djokovic in quel momento era sconosciuto.

Successivamente si sono verificati una serie di eventi che, ancora una volta, hanno attirato l’attenzione mediatica sul tennista. Infatti, durante alcune partite e interviste sono state scattate fotografie in cui Djokovic non rispettava i protocolli di distanziamento e sicurezza.

In un episodio ancora più controverso, il tennista si è presentato a un’intervista mentre risultava positivo al COVID-19. L’immagine di un atleta di successo che non rispetta le misure di sicurezza in un momento così critico ha suscitato sconcerto e critiche sia dalla comunità tennistica che dal pubblico in generale.

Prima dell’inizio del torneo Novak Djokovic ha pubblicato una sua foto in aeroporto con la didascalia: «Sto andando in Australia con un permesso di esenzione».

Al suo arrivo in Australia, a Djokovic è stato negato l’ingresso nel Paese e il suo visto è stato cancellato. L’Australian Border Force ha dichiarato che Djokovic non ha soddisfatto i requisiti di ingresso e che il suo visto è stato annullato per motivi di salute e per garantire il buon ordine pubblico. Così facendo è stata confermata l’espulsione di Djokovic dal Paese, rendendogli impossibile partecipare al torneo.

Questa lunga serie di episodi ha avuto un impatto significativo sull’immagine di Djokovic, danneggiando la sua reputazione e il suo Personal Branding. Oltre alla mancanza di rispetto nei confronti delle norme e dei protocolli di sicurezza, il tennista ha commesso altri errori dal punto di vista comunicativo.

Innanzitutto, non ha mai chiarito il suo status di vaccinazione contro il COVID-19, lasciando spazio all’opinione pubblica per fare speculazioni e diffondere informazioni non sempre veritiere. Questo ha alimentato ulteriormente polemiche impattando negativamente sulla sua immagine pubblica. La mancanza di chiarezza ha creato confusione e ha reso difficile per il pubblico comprendere la sua posizione e le sue decisioni.

Inoltre, Djokovic non ha mai fornito spiegazioni chiare e convincenti sulle basi del permesso di esenzione medica che gli è stato concesso per entrare in Australia. Questa mancanza di trasparenza ha danneggiato la sua reputazione e ha suscitato dubbi sulla validità della sua esenzione.

Dunque, Djokovic ha affrontato critiche e controversie senza una gestione adeguata delle crisi. La mancanza di una risposta tempestiva e di un piano di comunicazione efficace ha contribuito a un’immagine di confusione e disorganizzazione.

Complessivamente, questi errori hanno danneggiato la reputazione e l’immagine pubblica di Djokovic. Un adeguato Personal Branding richiede una gestione attenta della comunicazione e una consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni. Djokovic ha imparato a sue spese l’importanza di una comunicazione chiara, trasparente e coerente, così come di una gestione adeguata delle crisi per proteggere e preservare il proprio Personal Branding.

Pietro Tondelli