IL PONTE DELLE SPIE

Film di Steven Spielberg ispirato ad eventi realmente accaduti, vede come protagonisti principali Tom Hanks nei panni di James Donovan e Mark Rylance nei panni di una spia sovietica, Rudolf Abel.

Ambientato a Brooklyn in piena guerra fredda, Rudolf Abel, pittore ma anche agente segreto sovietico viene arrestato con tale accusa. L’incarico di difenderlo viene assegnato all’avvocato Donovan che accetta quasi a malincuore. Gli è stato ordinato di difendere Rudolf Abel, si, ma con superficialità, per far vedere all’opinione pubblica mondiale un’immagine di facciata di un’America che riconosce il diritto alla difesa uguale per tutti.

Ben presto l’avvocato Donovan prende sul serio questo incarico, andando ben oltre il ruolo di facciata che gli era stato chiesto di interpretare. È un incarico scomodo, ne è pienamente consapevole tanto che la moglie ne rimane quasi scandalizzata e inizia a riceve minacce nei confronti di tutta la famiglia.

Quello che vediamo è un affezionarsi giorno dopo giorno ad Abel, riconosce in lui un’integrità morale che prima di allora gli era sconosciuta. Decide di non guardarlo come se fosse una spia bensì come una persona. Durante il processo cerca di difenderlo in tutti modi sostenendo che fosse “un uomo tutto d’un pezzo che ha dimostrato fedeltà al proprio paese e al proprio lavoro”.
Di fronte ad un parere di piena colpevolezza nei confronti di Abel, Donovan riesce ad evitargli la pena di morte sostenendo che una spia sovietica possa rivelarsi sempre utile per un futuro scambio.

Il “piano” dell’avvocato Donovan per salvare la vita ad Abel di lì a poco fu messo in atto.
Un aereo spia americano viene abbattuto in territorio sovietico e il pilota, Gary Powers, fatto prigioniero. Abel, ormai condannato, divenne merce di scambio per poter avere indietro il pilota e proprio l’avvocato Donovan fu incaricato per negoziare il tutto.

Donovan parte per Berlino, incaricato di scambiare Abel per il pilota americano.
Lo scambio avvenne sul Ponte di Glienicke, in seguito soprannominato “Ponte delle Spie”, discreto e appartato come tutta l’operazione.

Il Ponte delle Spie racconta un contesto morale in cui l’eroe è un uomo tutto d’un pezzo che non si piega, va avanti spinto dal proprio senso di giustizia e non ascolta la gente che lo addita. Non si occupa semplicemente di giustizia, lui è un giusto continuando a ripetere che “ogni vita è importante”.

Eleny Paolini