ROMEO + GIULIETTA: LA STORIA D’AMORE PER ECCELLENZA IN VESTE MODERNA

<< Tra due grandi famiglie la lotta si scatena nella bella Verona Beach, dov’è la nostra scena. Dal loro antico odio nascono nuovi tumulti e il sangue di fratelli scorre dopo gli insulti. Figli di quei nemici, senza altra via d’uscita, due innamorati, segnati dalle stelle, si tolgono la vita >>.

È con questo magnifico incipit, narrato da una semplice conduttrice televisiva, che nel 1996 l’illustre regista, sceneggiatore e produttore cinematografico australiano Baz Luhrmann dà inizio al 10° adattamento cinematografico della famigerata tragedia “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare.

Romeo + Giulietta è infatti una rielaborazione in chiave postmoderna della celebre tragedia shakespeariana: ambientato nell’immaginario sobborgo californiano di Verona Beach, teatro di guerra tra le due potenti famiglie rivali dei Montecchi e dei Capuleti, il film riproduce abbastanza fedelmente le vicende e i dialoghi della tragedia originale, rivisitandoli tuttavia in chiave moderna ed inedita.

Le due casate dei Montecchi e dei Capuleti, esponenti rispettivamente delle fazioni avverse dei ghibellini e dei guelfi della Verona del ‘300, vengono, quindi, portate in scena come potenti imperi familiari degli anni ’90 e rivali in affari, le cui lotte intestine vengono combattute con pistole da nomi volutamente rocamboleschi come “spada 9mm” o “pugnale”, piuttosto che con le spade.

Tra armi da fuoco, macchine e corrieri postali, la pellicola si rivela fortemente caratterizzata da una piena modernizzazione dei personaggi, così come degli oggetti e dei luoghi, a tratti anche un po’ kitsch. Nel pieno stile eccentrico del regista, infatti, la scenografia è platealmente intrisa da dettagli fatiscenti, come una “Mantova” deserta, ville teatralmente lussureggianti, luci al neon, camicie hawaiane, tatuaggi, croci e magliette raffiguranti Gesù. Contesto in cui non poteva mancare anche l’inserimento delle droghe, che sostituiscono l’onirica figura della “regina Mab”, nell’opera originale tanto esaltata da Mercuzio, migliore amico di Romeo.

Ulteriore valore è conferito alla pellicola dalla sua stupefacente colonna sonora, curata da Nelee Hooper e composta da illustri brani come “Lovefool” dei The Cardigans, “Kissing You” di Des’ree e altre musiche di artisti del calibro dei Garbage e dei Radiohead.

Brillante risulta, infine, la scelta compiuta da Luhrmann in merito agli interpreti dei discendenti delle due famiglie, ovvero un giovane Leonardo DiCaprio nei panni di Romeo Montecchi e una Claire Danes alle prime armi in quelli di Giulietta Capuleti, quest’ultima non più ritratta come la quattordicenne shakespeariana, bensì come una ragazza di età indefinita.

Adempiendo alle aspettative, l’opera di Luhrmann è stata ampiamente acclamata dal pubblico e dalla critica, rivelandosi uno dei primi trionfi per il regista, al quale sono attribuiti gli straordinari successi di “Il Grande Gatsby”, “Moulin Rouge” e “Ballroom”, generando incassi per 147,6 milioni di dollari e ricevendo numerosi riconoscimenti, tra cui una nomination agli Oscar come migliore scenografia.

Come reciterebbe William Shakespeare, <<queste gioie violente hanno fini violente. Muoiono nel loro trionfo, come la polvere da sparo e il fuoco, che si consumano al primo bacio>>.

Anna Rapisarda