FINCHÉ DURI LA GUERRA: LA RIFLESSIONE DI AMÉNABAR TRA PASSATO E PRESENTE

L’ultimo film del regista cileno Alejandro Aménabar racconta l’ascesa di Franco in Spagna e, soprattutto, ci invita ad una riflessione sui conflitti del tempo presente.

Spagna, 1936. Dopo la vittoria del Fronte Popolare nelle elezioni del mese di Febbraio, si susseguono sempre più violenze tra anarchici, falangisti e socialisti.

Allarmato dalla convulsa situazione politica del paese, il rettore dell’Università di Salamanca, Miguel de Unamuno, decide di supportare l’azione militare che mira a rimettere ordine nel paese. Tra i cuatro generales alla guida della sollevazione, spicca la figura del nazionalista Francisco Franco, che riuscirà a ottenere poteri esclusivi che lo porteranno ad instaurare una dittatura fino al 1975.

Ben presto il protagonista si renderà però conto del clima di violenza crescente, alimentato dai nazionalisti, che porterà all’arresto dei suoi stessi amici: il pastore protestante Atilano Coco e lo studente Salvador Vila, che si opponevano al colpo di stato. Deciderà quindi, con coraggio, di denunciare pubblicamente gli abusi di potere di Francisco Franco e dei Falangisti.

Il filo conduttore del film è proprio il personaggio di Franco, magistralmente interpretato da Santi Prego. Il generale sembra quasi confondersi tra gli altri militari e spicca solo per la sua netta brama di potere, che verrà assecondata dal Bando Nacional. Originariamente, infatti, il documento di conferimento di pieni poteri a Franco doveva riportare la frase “finché duri la guerra”, come a indicare una sospensione temporanea dei diritti del popolo spagnolo. Frase che, però, non sarà presente al momento della firma ufficiale, legittimando così Franco ad instaurare la dittatura.

La chiave di lettura del film si trova racchiusa in poco più di un minuto di girato. La longeva e controversa dittatura spagnola viene legata ad una breve frase che la motiva e che rappresenta la casualità dell’ascesa di Franco. Se avessero inserito quella frase nel documento, forse le cose sarebbero andate diversamente.

Con Finché duri la guerra il regista di Mare Dentro e The Others ci consegna una riflessione molto attuale e ci fa fare un esercizio di memoria che non andrebbe mai dato per scontato.

Lucrezia Savino