MARRACASH E CRUDELIA: QUANDO ANCHE L’UOMO É VITTIMA DI VIOLENZA

TitanicNotting HillDirty Dancing sono solo alcuni dei titoli cult che hanno conquistato generazioni e generazioni portando in scena l’amore sdolcinato, idilliaco, caratterizzato da una passione sfrenata e una complicità perfetta.

Siamo sempre più propensi a credere nell’amore esemplare, o per meglio dire, sogniamo di essere la nuova Rose, la cui vita verrà stravolta da Jack, o i nuovi Baby e Johnny protagonisti del lieto fine.

In pochi hanno avuto il coraggio di raccontare l’altra faccia della medaglia, lo tsunami in cui si viene trascinati quando il sentimento diventa straziante e pericoloso. 

Marracash, classe 1979, è uno dei rapper più apprezzati del panorama musicale contemporaneo, figlio della seconda generazione dell’hip hop milanese, e dal 31 ottobre 2019 ha spopolato nelle classifiche nazionali con il suo nuovo album “Persona”. 

Crudelia (I nervi) è una delle tracce più chiacchierate, sia per la storia tortuosa che racconta sia perché l’artista in alcune interviste ha riportato dettagli inquietanti sulla sua ex storia sentimentale. 

Cliché e stereotipi largamente diffusi implicano l’idea che gli uomini siano sempre carnefici, essere sopraffatti da una donna è sinonimo di mancata virilità e deficit di personalità

La società ci spinge a credere che gli uomini siano invincibili e raramente oppressi, ma la violenza è un costrutto ampio e complesso, non è una questione di genere: gli uomini sono spesso vittime di una tortura più subdola, una violenza psicologica che si insinua nei gesti quotidiani e che molto spesso viene sottovalutata. Dubitare di se stessi, delle proprie capacità al punto da perdere il controllo della propria vita, sentirsi perennemente in debito, sono solo alcune delle conseguenze di un legame nocivo.

Crudelia è una donna che ha contribuito alla distruzione del suo partner tramite la manipolazione, denigrandolo e marcando continuamente la sua presunta inferiorità, “Non so se è amore o manipolazione, desiderio od ossessione, se è pigrizia o depressione, che finisca per favore (prima), che esaurisca la ragione”.

La vittima è spesso considerata complice dell’aggressore in quanto resta inerme, non reagisce alle provocazioni, si mostra sempre più debole e afflitta, “Forse sei il peggio che abbia incontrato mai, sicuramente sul podio che poi non so perdonare me perché ero un complice in fondo”.

Marracash ha avuto il coraggio di mettere a nudo le sue fragilità scardinando quell’ideale di uomo che non esterna emozioni, non ha paura, non versa lacrime e non si spezza mai. 

Il rapper è riuscito a fuggire dalla gabbia dell’ossessione arrivando alla conclusione che non avrebbe mai smesso di soffrire con Crudelia al suo fianco.

La speranza è che le sue parole siano state un incoraggiamento per coloro che vivono la medesima situazione ma non hanno la fermezza di lasciarsi tutto alle spalle: bisogna essere disposti a cadere per rialzarsi più forti di prima. 

Elena Giovanna Caggia