DAZN: IL NETFLIX DELLO SPORT CHE NON CI ASPETTAVAMO

Un anno fa si è assistito ad una rivoluzione senza precedenti nel mondo dei diritti televisivi sportivi in Italia. In un clima che già versava in condizione di incertezza, un nuovo player è entrato in gara mischiando le carte in tavola e addirittura ridefinendo regole e modalità di gioco. 

Volenti o nolenti, il calcio, in particolare la Serie A, è il traino per le concessioni dei diritti sportivi in Italia, che funzionano a contratti triennali. L’estate scorsa si concludeva l’ultimo triennio e la definizione del nuovo scenario era imminente. I diritti fino a quel momento erano spartiti tra Sky e Mediaset. Quest’ultima però, a seguito di investimenti legati all’esclusiva della Champions League nel trienno precedente che non avevano fruttato il ritorno economico sperato, decide di non rinnovare. A febbraio 2018 Mediapro, emittente audiovisiva spagnola, si aggiudica il bando con una cifra record e un piano massiccio. Sky non ci sta e presenta ricorso in Tribunale additando il nuovo ingresso come distorsivo nei confronti delle norme antitrust. Il ricorso viene accettato e a maggio Mediapro viene estromessa. L’inizio del campionato è alle porte e la Lega Calcio, rappresentanza dei club di Serie A, rimette freneticamente a disposizione l’acquisizione dei diritti televisivi. Questo perché la legge Mammì del ’90 non permette il monopolio sui diritti radiotelevisivi, quindi Sky non può essere lasciata ad agire in solitaria. 

La situazione si sblocca con l’ingresso in scena di un attore alla sua prima apparizione in Italia: DAZN (si legge “dasoon”). Si tratta di una piattaforma fondata nel 2015 da Perform Group, società inglese di media sportivi, che si differenzia dalle altre per il fatto di fornire un servizio a pagamento interamente in streaming online, sia live che on demand. È una novità assoluta per quanto riguarda la fruizione di contenuti mediali sportivi, pensata per la crescente abitudine di visione contemporanea su più schermi. Sono sufficienti dei dispositivi connessi a internet, niente parabola satellitare né cavi o altre macchinosità desuete. Il costo dell’abbonamento è contenuto – primo mese gratuito e poi 9,99€ al mese – e i vincoli contrattuali non sono per niente impegnativi. L’esclusiva di tre partite per turno della Serie A, tutta la Serie B, competizioni calcistiche internazionali più altri eventi sportivi e le modalità d’uso flessibili e al passo con i tempi, fanno di DAZN un validissimo competitor per le altre piattaforme. 

Ad un anno di distanza dal lancio del servizio però è tempo di tirare le somme e la verità è che il servizio non è decollato. Inizialmente infatti si sono riscontrati numerosi problemi tecnici legati al buffering durante lo streaming che hanno dato sfogo a non poche lamentele da parte degli utenti. I progressi però ci sono stati e anzi, la volontà è sensibilizzare il governo italiano sul tema al fine di migliorare le infrastrutture che forniscono la banda larga a beneficio di tutti i servizi streaming. Si può dire quindi che l’anno appena trascorso sia stato di assestamento, in un paese che spesso rimane ancorato alle proprie consuetudini e impiega del tempo ad accendere il motore del progresso. Proprio per questo DAZN si ritiene soddisfatta di quanto finora seminato. 

I consumatori sono disposti a cambiare le proprie abitudini in cambio di un’esperienza migliore che si avvicini sempre di più alle proprie emergenti esigenze, Netflix ce lo ha ampiamente dimostrato. Per il nuovo bando del triennio 2021-24 – che verrà anticipato per non rischiare ulteriori situazioni di panico – DAZN ha allora tutto il diritto di sentirsi competitiva e pronta ad intimorire ancora i colossi dell’audiovisivo.

Andrea Galluzzi