#ICONDESIGNTALKS: GLI OBIETTIVI DELLE CITTÀ GLOBALI

Cosa si intende con “città globali”? E in che misura ci si sente partecipi di questo nuovo concetto? Lo scopriamo all’interno delle Icon Design Talks, un ciclo di conferenze organizzato in occasione del Fuorisalone 2019 sul tema dell’ospitalità cittadina.

Secondo Stefano Boeri, architetto e direttore della Triennale di Milano, il ruolo delle metropoli è sempre più importante per questioni sociali, culturali e ambientali. La possibilità di creare delle reti di connessioni a livello mondiale, infatti, le rende avanzate e flessibili; inoltre le loro caratteristiche le rendono simili pur essendo distanti: è notevole come Milano, ad esempio, somigli più a Londra che alle altre città italiane.

Tuttavia secondo Marco Filoni, giornalista e filosofo, questa globalizzazione che accomuna le grandi città sta affrontando una crisi a causa delle grandi società online, quali Google, Amazon e Facebook, che nel loro modello di business integrano questioni di politica estera molto più di quanto lo faccia una città smart come Milano. In particolare, ciò che accomuna le piattaforme online e le città sono proprio le reti: entrambe possiedono una mappa di connessioni che prevedono persone, industrie e attività; e spostarsi all’interno di queste mappe prevede attraversare delle comunità.

In entrambi gli scenari, chi non appartiene alla rete viene individuato dagli altri come “non cittadino”, facendo in modo che anche egli stesso si identifichi a partire da ciò che non è. Diventa rilevante, in questo concetto, il tema delle mura utilizzate come strumento di esclusione. La sfida delle città globali è proprio l’attribuzione di un’identità anche a chi non ne fa parte e guarda con meraviglia l’innovazione e l’abbattimento delle mura esclusive a favore di un’integrazione estesa e del benessere comunitario. A questo proposito, Stefano Boeri porta in luce l’elemento del ponte o della porta, proprio per evitare che le città diventino delle prigioni: lo scambio tra l’interno e l’esterno è vitale per la crescita della metropoli.

Infatti, gran parte del fascino delle città, secondo Gian Carlo Magnoli Bocchi di Edison, è costituita dalla possibilità di creare relazioni, all’interno delle quali si ha l’opportunità di trovare le soluzioni ai problemi. Le comunità relazionali sono favorite anche dalla tecnologia, che individua la città come luogo di risoluzione e centro del progresso.

Alla luce di queste riflessioni appare chiaro come il modello di una città tecnologicamente avanzata non possa contare solo sulle proprie forze, ma debba rinforzare i legami esterni in modo da ampliare il raggio della sua innovazione e includere più territori possibili, creando una connessione a livello globale che possa portare migliorie a tutta la rete.

Nicole Cilia