LUCIANO STELLA DI MAD ENTERTAINMENT AI MICROFONI DI PODCATT

Per il progetto PodCatt del professor Matteo Tarantino abbiamo intervistato, nella seconda puntata del format The Shape of Media, Luciano Stella, proprietario della casa di produzione cinematografica di film d’animazione MAD Entertainment.


Il loro ultimo film, Gatta Cenerentola, è stato uno dei film italiani più acclamati dalla critica nel 2017 ed ha ricevuto due Nastri d’Argento e due David di Donatello (con ben 7 candidature), tra cui quello alla miglior produzione, andato proprio a Luciano Stella.

Postiamo qui la versione integrale dell’intervista al produttore napoletano, che potete sentire commentata da noi nel nostro podcast. Stay Tuned!

Da piazza del Gesù a Napoli fino a vincere gli oscar europei e il David di Donatello. Quali pensa siano stati i fattori critici di successo di MAD Entertainment?

Credo che solo a Napoli si potessero ottenere questi risultati con budget non enormi, ben lontani da quelli utilizzati in altre parti del mondo. La grande capacità di Napoli è essere città di talenti, dove si è capaci di tramutare i limiti di mezzi in opportunità o in un linguaggio artistico. È un sogno possibile, laddove possibile non significa più facile, ma dove si accavallano positivamente la professione con la passione che dà l’energia. Vivo e lavoro nel cuore di Napoli, a Piazza del Gesù, in un palazzo dove De Sica ha girato “L’oro di Napoli” e “Matrimonio all’italiana”: stare tutti insieme due anni e mezzo in un luogo che tutti amiamo, non solo nella factory, ma anche quando scendi in strada e vivi la città nelle pause, è parte integrante della lavorazione dei film di MAD Entertainment. Non potremmo mai lavorare in un capannone industriale per quanto ben costruito: viviamo nel cuore della città, quindi in questi tre anni la cosa ha influito tantissimo. Napoli è un mondo vero, vivace, ancora non omologato. Talento, passione e sacrificio.

Il contributo delle tecnologie digitali nella produzione di contenuti d’animazione è stato certamente determinante, come è stato influenzato il settore? Ritiene si sia perso il fascino iniziale o le innovazioni sono sempre positive?

La “democratizzazione” della tecnologia, che ha sfornato prodotti di grandissima qualità a prezzi assai abbordabili, sta permettendo di girare film di ottima fattura tecnica con mezzi assai meno impegnativi finanziariamente e un tempo impensabili. C’è un possibile “ armamento leggero” della macchina cinema che prima era ben più costosa. In Italia ci sono tanti talenti, che sono nati grazie alla storia culturale stessa del nostro Paese, alle numerose scuole di fumetto e  animazione e alla democratizzazione dei mezzi tecnologici. Spesso i ragazzi iniziano creando videoclip musicali, i primi corti, oppure si allenano con i software. Quando questi talenti possono passare al lungometraggio, i risultati sono straordinari ed il contributo delle tecnologie gli concede di mettersi realmente in gioco.

Caratteristiche come regionalità dei contenuti e ambiente produttivo sul territorio quanto risultano essere leve efficaci nella produzione e nel successo del cinema?

Napoli ha nel settore cinema una grande storia, un felicissimo presente e, secondo me, un potenziale positivo futuro.  Lo abbiamo segnalato da tempo e ciò che sta avvenendo rafforza  (per fortuna) le intuizioni (e le speranze)che si sono sempre basate su fenomeni reali. L’ultimo David di Donatello conferma dunque  quello che già si era visto al Festival di Venezia dello scorso Settembre: da Napoli e “su Napoli” si producono film, storie e serie di successo, spesso anche innovative nel linguaggio e nei generi. È innegabile: Napoli “si racconta” e molti autori  (anche non napoletani) vogliono raccontare Napoli.  15 candidature per Ammore e Malavita, 11 candidature per Napoli Velata, 7 candidature per Gatta Cenerentola. È un dato forte. Va analizzato. Va compreso. Perché comprenderlo vuol dire anche poter costruire  un orizzonte futuro impiantato su  più solide basi. Gatta Cenerentola  in primis è un fenomeno interessante  e prospettico perché l’animazione (che nel mondo è forte ,vivacissima  e dominante anche ai botteghini di Oriente e di Occidente.. insomma un enorme settore di arte e di mercato) in Italia è quasi inesistente. a Napoli e da Napoli, giovani talenti ed una factory produttiva come Mad, lanciano con passione una sfida al mercato italiano e “innovano” un segmento riportando l’attenzione sulla Animazione al cinema e nei Festival. È un caso? O la città e la sua grinta e creatività, i suoi talenti e la sua capacità di trasformare limiti di budget in opportunità  artistiche ha a che vedere con questa innegabile riuscita? Ovviamente la domanda è retorica.  Forse solo da Napoli poteva partire una sfida come quella di fare in Italia (e con continuità) animazione  di qualità per il Cinema. Ma al di là di Gatta  e di Mad penso che Napoli e la Campania abbiano grande futuro nella produzione audiovisiva.

Quali consigli può dare agli studenti che vogliono muovere i loro primi passi all’interno dell’industria cinematografica?

Secondo me c’è la materia prima per tentare delle sfide. Il fatto che però una realtà come Mad riesca ad avere dei riconoscimenti europei dimostra la potenzialità produttiva italiana e la validità dei nostri talenti. Dunque oltre a turismo e beni culturali, anzi intrecciati con loro, Napoli e l’Italia  possono e debbono investire e sostenere ancor di più la industria dell’audiovisivo capace di dare lavoro ad un indotto assai significativo ed in grado di coinvolgere le giovani generazioni anche sul terreno di lavori tecnici e specialistici legati alla produzione.

Manuel Bruno
Arianna Fontana
Marco Santeusanio
Maria Sofia Uccello

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