TEMPO DI LIBRI #9 : Dal mito alla favola bella e dentro la devastazione.

La terza giornata della Fiera Internazionale dell’Editoria ci porta all’interno del mondo dell’arte. Un mondo che davvero accomuna (o almeno dovrebbe) tutte le nazioni dell’occidente. Ed è proprio questo mondo che i libri di Vittorio Sgarbi e Paolo Brusasco ci vogliono raccontare.

Secondo l’organizzazione prevista dagli addetti ai lavori avrebbe dovuto essere Vittorio Sgarbi ad aprire il dibattito sulla storia dell’arte attraverso il suo libro “Dal mito alla favola bella, Vol. 5”, ma con un tale personaggio è difficile che le cose vadano come dovrebbero andare, e mentre questi è inseguito dalle Iene, è invece Paolo Brusasco ad aprire la presentazione con il suo libro “Dentro la devastazione”. E il suo è davvero un racconto di devastazione, della devastazione che è stata compiuta del patrimonio culturale di Siria e Iraq, paesi che ci possono sembrare lontani, ma che dobbiamo ricordare essere i bacini della nostra civiltà. “La distruzione dell’arte e dei siti archeologici è un crimine contro il diritto dell’umanità di godere dell’arte” proclama infatti Brusasco, appoggiato da Sgarbi che nel frattempo è tornato in sala.

La parola passa quindi a Sgarbi, il quale però, preso dalla piega della discussione, non discuterà del suo libro, ma continuerà a sostenere quanto detto da Brusasco. “È mancata la volontà di difendere questi siti, si sapeva infatti che un attacco sarebbe stato imminente, ma nessuno è intervenuto, e anche l’ONU dovrebbe assumersi le sue responsabilità per non aver saputo proteggere siti come Palmira, o il museo di Baghdad”. Una tale distruzione del patrimonio artistico non ha infatti pari dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, ma durante questa tali devastazioni non erano mirate alla intenzionale distruzione dei simboli della cultura occidentale, come è invece avvenuto ad opera dell’ISIS.

Questo incontro mi ha dunque fatto molto riflettere sul significato di alcune cose che diamo per scontate, sul significato dell’arte e di che cosa rappresenta. Pensiamo ad esempio se dovesse venire distrutto il Colosseo, cosa significherebbe per noi la distruzione di un simbolo che da quasi 2000 è parte del nostro patrimonio artistico e sulla sua insostituibilità.

Cecilia Fiora

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