ELISA ROTA RACCONTA LE COOPERATIVE #2. HOW TO: PICCOLI CONSIGLI PER APRIRNE UNA

Passione e intraprendenza vi fanno venir voglia di aprire una cooperativa? Elisa Rota ci ha dato piccoli consigli su come aprirne una! La prima cosa da tenere in considerazione è che, in base a quanto stabilito dall’art. 45 della Costituzione, <<la Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata>>.

Questo cosa significa? Sostanzialmente due cose, strettamente interconnesse tra loro: le cooperative sono imprese senza scopo di lucro, il cui fine è quello di assicurare ai soci il lavoro, i beni e i servizi a condizioni migliori di quelle che otterrebbero dal libero mercato; l’attività deve essere svolta prevalentemente in favore dei soci, avvalendosi del loro lavoro e del loro apporto di beni e servizi. A seconda della natura dei soci e della finalità che gli stessi perseguono, esistono chiaramente cooperative di carattere diverso, alla cui base rimangono però necessariamente delle condizioni da soddisfare.

Prima di tutto, i soci devono essere almeno tre e la quota di partecipazione di ciascuno non può essere inferiore ai 25,00 euro. Si procede poi, presso un notaio, alla costituzione dell’Atto e al suo deposito per l’iscrizione nel Registro delle Imprese, nell’albo delle Società Cooperative e presso l’Ufficio distrettuale delle imposte dirette. Infine, viene fatta richiesta del numero di partita IVA presso il relativo Ufficio Provinciale. Gli organi necessari da costituire, tipici di una società di capitali, sono l’Assemblea dei soci, il Consiglio di amministrazione e il Collegio sindacale ma, a differenza delle suddette società, tali imprese sono guidate da una gestione democratica, autonoma e indipendente, il che significa che i soci hanno tutti uguale diritto di voto, indipendentemente dalla quota di capitale sociale sottoscritta.

Se avete un’idea e un valore che volete portare avanti, coltivatelo, miglioratelo e non fatevi spaventare dagli oneri economici. Il 5 Settembre 2015 è stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto n. 140 8 Luglio 2015, un Regolamento recante i criteri e le modalità attraverso i quali vengono concesse agevolazione per la creazione di nuove micro e piccole imprese. Tra le imprese beneficiarie rientrano anche le società cooperative, purché costituite per oltre la metà dei soci da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 ani o da donne, costituite da non più di 12 mesi dalla data di presentazione della domanda di agevolazione. In base al suddetto Regolamento, è prevista la possibilità di accedere ad un finanziamento agevolato per gli investimenti a tasso zero, da restituire entro 8 anni e, per accedervi, è richiesta la garanzia della copertura finanziaria dell’investimento con proprie risorse o con finanziamento esterno (non pubblico) pari al 25% delle spese ammissibili complessive.

Le cooperative godono, inoltre, di alcuni vantaggi fiscali: la parte degli utili non distribuita tra i soci che viene reinvestita nell’impresa, per favorirne lo sviluppo e la crescita, non viene tassata. Grazie ad una piccola guida fornita da Guida Fisco, siamo in grado di individuare tutti i settori per cui il finanziamento previsto dal Decreto sopracitato può essere richiesto: produzione di beni nei settori di industria, artigianato e prodotti agricoli, fornitura di servizi, commercio e turismo, attività importanti per l’imprenditorialità giovanile (quali Turismo, Cultura e Innovazione sociale). Le spese ammesse al finanziamento riguardano i costi sostenuti dall’impresa per l’investimento a partire dalla data in cui si sia presentata la domanda, ma anche le spese per acquistare beni materiali, immateriali e servizi (quali ristrutturazioni, brevetti, marchi, impianti, formazione, e altri).

Esistono tantissimi altri strumenti utili al finanziamento di idee valide, per questo abbiamo pensato di segnalarvi alcune piattaforme, consigliateci dalla Dott.ssa Rota, su cui potete documentarvi e che siamo convinti vi spingeranno a non abbandonare il vostro progetto: Confcooperative, Legacoop, Fondazione Cariplo e, non meno importanti, i finanziamenti della Regione Lombardia.

Giulia Cannas

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