L’emozione unica del CARE FILM FESTIVAL

“Prendersi cura è un atto d’amore straordinario, è dedizione pura, è rispetto. Prendersi cura è vivere con consapevolezza.” Queste sono alcune delle parole lette da Simone D’Andrea, con cui si è aperta la serata di premiazione della prima edizione del Care Film Festival. Ma prendersi cura di chi?

Innanzitutto di noi stessi, ci ricorda il direttore artistico Vittorio Raucci nel suo discorso iniziale; se non ci prendiamo cura prima di noi stessi, sarà impossibile aiutare gli altri. Ci si può prendere cure in modi molteplici e sfaccettati, e questo è proprio ciò che è emerso dai cortometraggi del festival. Credo che in un mondo in cui sentiamo tanto parlare di attentati e di violenze, sia giusto dare spazio alla tematica del prendersi cura, ed evidenziarla nei suoi gesti, anche quelli più piccoli ma significativi.

Il festival è nato per merito della Segreteria Territoriale NurSind di Monza e Brianza; il concorso viene sviluppato e accolto anche dal NurSind Nazionale, con i patrocini di Regione Lombardia, Provincia di Monza e Brianza, Comune di Monza e Collegio IPASVI di Milano, Lodi, Monza e Brianza.

La serata di premiazione si è tenuta il 21 ottobre al teatro Villoresi di Monza ed è stata presentata da Vittorio Raucci, direttore artistico del festival, e Grazia Sambruna, giornalista. È stata una serata emozionante e ricca di sorprese, che non solo ha premiato i cortometraggi vincitori, ma ha anche trasmesso l’importanza e la bellezza del prendersi cura. La serata si è divisa tra la premiazione dei cortometraggi a tema libero e quelli a tema fisso nelle loro categorie principali (fotografia, montaggio, colona sonora, interpretazione), con l’intervento di prestigiosi ospiti. Tra un corto e l’altro sono infatti saliti sul palco Sergio Stivaletti (regista), Marco Werba (musicista e compositore di numerose colonne sonore), Nino Celeste (direttore della fotografia), Luca Sala (cantante e compositore di numerose canzoni). Madrina della serata è stata l’attrice ucraina Victoria Larchenko, mentre il testimonial del festival direttamente è stato l’attore Vincent Riotta, direttamente dall’Inghilterra.

Durante la serata è stata presentata l’iniziativa, ancora in corso di sviluppo per mancanza di fondi, di PizzaAut, una pizzeria interamente gestita da ragazzi autistici. Questo è stato un dolce modo di pubblicizzare il prendersi cura di questi ragazzi, non semplicemente curandoli nel senso più stretto, ma anche cercando di renderli autonomi e di farli sentire utili.

Un cortometraggio fuori concorso, “Come una rosa” di Stefano Capovilla, che ha vinto il premio Nursind, ha scatenato una standing ovation nel pubblico, il quale  si è anche commosso nel momento in cui il regista ha chiesto alla protagonista di venire lei stessa a ritirare il premio. Il cortometraggio racconta una storia vera in modo molto delicato con la simbologia del prendersi cura della rosa presente nel “Piccolo Principe”.

“Domani sera a cena mettete una rosa al centro del tavolo: è un semplice gesto che vi farà percepire una grande differenza!”

Sara Carenza

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