La pianificazione dei mega eventi oscilla da sempre tra il rischio di lasciare pesanti “cattedrali nel deserto” e la valorizzazione del tessuto urbano esistente. Le edizioni di Rio 2016 e Parigi 2024 offrono due visioni del tutto differenti di city branding: la prima segnata da lunghi anni di abbandono e da una conversione strutturale faticosa, la seconda incentrata sulla celebrazione immediata della storia e della sostenibilità.
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