My Branding. My Storytelling. L’esperienza di Giulia Bertaggia

Mi chiamo Giulia Bertaggia, ho 26 anni e sono una studentessa al secondo anno del corso di laurea magistrale in Comunicazione per l’Impresa, i Media e le Organizzazioni complesse – profilo Comunicazione e marketing per i media e le imprese creative – presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Sono da sempre una grande appassionata di arte, audiovisivi (in particolare l’animazione), musica e in generale tutto ciò che riguarda la cultura pop-nerd.

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FAKE IT TILL YOU BELIEVE IT, L’INFLUENZA DELLA DISINFORMAZIONE NELLA COSTRUZIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA

«Il concetto del cambiamento climatico è stato creato da e per i cinesi al fine di rendere il settore manifatturiero statunitense non competitivo». Questa affermazione, pubblicata dall’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump su X nel lontano 2012, vi sembrerà complottista e completamente surreale. Eppure, ha fatto parte di una campagna di disinformazione su vasta scala che ha contribuito alla vittoria delle elezioni presidenziali da parte dell’imprenditore statunitense solo quattro anni più tardi.

Ma come ha potuto una notizia falsa ottenere così tanto successo? 

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MY BRANDING, MY STORYTELLING. L’ESPERIENZA DI ZHANG LINGJIE

Mi chiamo Zhang Lingjie, ho 26 anni e ho completato il secondo anno del corso di laurea magistrale in “Comunicazione per l’Impresa, i Media e le Organizzazioni Complesse” in lingua inglese presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

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My branding, my storytelling: Chiara de Stefano

Mi chiamo Chiara de Stefano, ho 25 anni e sono una laureanda del Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione per l’Impresa, i Media e le Organizzazioni Complesse, profilo Marketing per i Media e le Imprese Creative.

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L’impatto dell’analisi SEO nel nuovo giornalismo. Intervista a Sebina Pulvirenti

Sebina Pulvirenti è content strategist e SEO and data driven editorial specialist presso la redazione web di Sky Tg24. Un ruolo fondamentale nel nuovo giornalismo, che non può fare meno degli strumenti di analisi dell’enorme mole di dati che viene prodotta quotidianamente. L’abbiamo incontrata per capire qualcosa in più di un mestiere recente, ma diventato ben presto necessario. 

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Il ruolo dell’immagine e del graphic design nei progetti discografici  

L’abito non fa il monaco, ma la copertina di un disco forse sì. In un mondo dominato dai social, l’immagine ha un ruolo fondamentale nella comunicazione musicale, rappresentando il “biglietto da visita” di un brano o di un album, nonché dell’artista che li ha realizzati. D’altronde, se una canzone diventa una hit, anche il relativo videoclip e la cover diventano delle hit, incrementandone la visibilità.

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IL PODCASTING E L’EVOLUZIONE DELL’INFORMAZIONE

“Sono Cecilia Sala e questo è Stories”. Si aprono così gli episodi di Stories, il podcast di Cecilia Sala prodotto da Chora Media, dopo una breve introduzione volta ad anticipare il contenuto della puntata: una sigla che per gli appassionati di geopolitica è del tutto riconoscibile.

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I risvolti critici della popolarità social. Il caso “Ferragnex”

Tempi di crisi per la famiglia “reale” d’Italia. Chiara Ferragni e Fedez sono passati dall’essere i “Ferragnez” al diventare, secondo i commenti ironici dei social, i “Ferragnex”. La rottura è stata confermata dai due vip dopo che le voci sulla fine della loro storia si erano diffuse, incontrollabili, sul web e sulle maggiori testate giornalistiche nazionali.

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LA MUSICA NEL PASSAGGIO DALLA FRUIZIONE FISICA ALLA FRUIZIONE DIGITALE

Non siamo nell’era digitale della musica, per quanto sia questo il pensiero preponderante. Siamo in un contesto ibrido, in cui i confini tra fisico e digitale sono labili e il mercato discografico si diverte ad approfittare dell’approccio nostalgico degli acquirenti, che sono tornati a comprare vinili e cassette in una tendenza che valorizza tutto ciò che è vintage.

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I RISCHI DELLA COMUNICAZIONE SOCIAL. Il caso Pedretti

“La coda del 2023 e l’inizio del 2024 insegnano una cosa sola e molto precisa: i social sono pericolosi. La cattiva informazione è pericolosa. La superficialità è pericolosa. La distanza tra l’altare e la polvere è un nanosecondo”. Sono le parole della figlia di Giovanna Pedretti, la ristoratrice cinquantanovenne il cui corpo è stato trovato senza vita nel fiume Lambro il 14 gennaio scorso.

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