INTELLIGENZA EMOTIVA: ARRIETTY

L’incontro e il tentativo di comprensione con l’altro attraverso l’ascolto reciproco. Un grande racconto di formazione sull’amore, la diversità e il potere dell’intelligenza emotiva.
Arrietty è una quattordicenne come le altre, piena di vita e di voglia di avventure. In una cosa, però, si distingue: è alta pochi centimetri e appartiene a una famiglia di “prendimprestito”, minuscoli esseri che si nascondono nelle case rubacchiando gli oggetti che gli umani non usano più. Il suo incontro con Sho, adolescente malato di cuore, le cambierà la vita.

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LA COMUNICAZIONE VERBALE E IL GRANDE DITTATORE

Il grande dittatore è l’opera con cui Chaplin sfidò Hitler e il nazismo a colpi di satira, parole di amore e rispetto. Un capolavoro della storia del cinema in cui la comicità diventa portatrice di pace e umanità.

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LAVORO IN TEAM: LA SOCIETÀ DELLA NEVE

1972. Una squadra di rugby uruguaiana si imbarca sul volo 571 in direzione Santiago del Cile. Ma l’aereo che li sta portando a destinazione precipita improvvisamente nel cuore delle Ande, venendo risucchiato dagli abissi dell’imponente catena montuosa. Sopravvivono all’incidente solo ventinove dei quarantacinque a bordo. Amici da una vita, legati da un profondo spirito di squadra, i sopravvissuti affrontano l’attesa dei soccorsi in un luogo dove la vita stessa sembra impossibile. Dovranno farlo per due lunghi mesi e saranno costretti a prendere decisioni disumane.

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IL PROBLEM SOLVING IN AZIONE: IL CASO PULP FICTION

Una serie di storie si incrociano in quel di Los Angeles: una coppia di sgangherati rapinatori improvvisa una rapina in una tavola calda; due killer — Vincent Vega e Jules Winnifield — devono recuperare una valigetta dal contenuto misterioso, ma finiscono per ammazzare accidentalmente un ostaggio; infine, il pugile Butch che si rifiuta di andare al tappeto in un incontro truccato da Marsellus Wallace, costretto a darsi alla macchia. Parliamo del celeberrimo film Pulp Fiction, che oggi rileggiamo attraverso una magistrale sequenza di problem solving: un’opera che ha saputo riscrivere le regole del cinema, segnando per sempre l’immaginario collettivo.

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parvana

I RACCONTI DI PARVANA: UN INNO ALLA LIBERTA’ E ALL’INDIPENDENZA

Il film I racconti di Parvana costituisce un potente grido di libertà, coraggio e indipendenza al femminile contro le imposizioni del regime talebano.

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ortone

ORTONE E IL MONDO DEI CHI CI INSEGNANO L’ATENZIONE AGLI ALTRI

Dal magico mondo di Dr. Seuss, una piccola ma delicata favola sull’amicizia, l’attenzione verso il prossimo e il coraggio di credere nell’invisibile.

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HER – RELAZIONI AFFETTIVE CON L’IA E IMPATTO EMOTIVO DELLA TECNOLOGIA

A più di dodici anni dalla sua uscita, Her (2013) rimane un’opera profetica e struggente: un piccolo saggio esistenzialista sul rapporto tra essere umano e tecnologia.

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IL DIRITTO DI CONTARE – SOFT SKILLS COME STRUMENTO DI RIVOLUZIONE SILENZIOSA 

Nel film  Il diritto di contare (2016), diretto da Theodore Melfi, la storia di tre matematiche afroamericane della NASA – Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson – ci guida verso una riflessione potentissima su come le soft skills possano essere strumenti di trasformazione sociale e lavorativa

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“The Social Network”: quando il problem solving diventa (quasi) ossessione

“Non arrivi a 500 milioni di amici senza farti qualche nemico.”
Questa tagline accompagna uno dei film più iconici degli anni 2000: The Social Network (2010), diretto da David Fincher e scritto da Aaron Sorkin.
Non si tratta solo della storia della nascita di Facebook, è un viaggio tra intuizione, ambizione, relazioni interrotte e, soprattutto, problem solving continuo. In un contesto universitario competitivo come Harvard, Mark Zuckerberg e i suoi colleghi si trovano costantemente a fronteggiare problemi tecnici, legali e relazionali.
Ma cosa ci insegna davvero questo film?

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A BEAUTIFUL MIND – VISIONE, VULNERABILITÀ E INTELLIGENZA COLLABORATIVA: UNA LEZIONE SULLE SOFTS SKILL INVISIBILI

Con il film  A Beautiful Mind (2001), ispirato alla vita del matematico John Nash, ci troviamo di fronte ad una rappresentazione potente e complessa del concetto di competenza. Nash è un genio, sì, ma il suo percorso personale e professionale è segnato dalla schizofrenia paranoide che lo spinge a navigare tra realtà e allucinazione. La sua storia ci impone una riflessione su una serie di  soft skills invisibili, ma fondamentali:  resilienza, visione strategica, umiltà e collaborazione

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