GENAI NELLA COMUNICAZIONE E NEL MARKETING: TRA INNOVAZIONE, RISCHI E NUOVE COMPETENZE – EVENTO 24 marzo 2026 

Dall’analisi dei dati alla creazione di contenuti, l’intelligenza artificiale sta ridefinendo il ruolo del comunicatore, tra efficienza, etica e creatività. 

Lo scorso 24 marzo si è svolto un incontro di approfondimento dedicato al ruolo dell’intelligenza artificiale nella comunicazione e nel marketing, con l’obiettivo di offrire a studenti e studentesse strumenti di lettura critici su una delle trasformazioni più rilevanti del panorama contemporaneo.

L’evento, strutturato come una lezione aperta con momento di confronto finale, ha affrontato il tema dell’AI da una prospettiva multidisciplinare, mettendo in dialogo aspetti tecnologici, creativi ed etici. Particolare attenzione è stata riservata all’evoluzione della generative AI e al suo impatto sui processi produttivi, sulle professioni della comunicazione e sulla relazione tra contenuti e pubblico.

A guidare la riflessione è stato Vincenzo Piscopo, CEO di The Jackal che ha approfondito le trasformazioni in atto nel mondo della comunicazione e del marketing, offrendo spunti concreti sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nei flussi di lavoro creativi.

Dall’ottimizzazione alla creazione: l’evoluzione dell’AI

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale è passata da strumento invisibile a protagonista del dibattito pubblico. Se inizialmente veniva utilizzata soprattutto per analizzare dati e supportare decisioni, oggi è in grado di generare contenuti complessi: testi, immagini, video e persino codici.

L’AI non si limita più a ottimizzare: oggi crea

Questo passaggio segna un cambiamento radicale nel modo in cui pensiamo la comunicazione. Non si tratta solo di migliorare processi esistenti, ma di ridefinire il confine tra umano e tecnologico.

Il ruolo dell’AI nel marketing: dati, personalizzazione e previsione

Nel marketing, l’intelligenza artificiale ha trovato terreno fertile soprattutto nell’analisi dei dati. Grazie alla sua capacità di individuare pattern e segmentare il pubblico, consente di costruire strategie sempre più mirate.

L’obiettivo è chiaro: il messaggio giusto, alla persona giusta, nel momento giusto

Dalla personalizzazione delle offerte alla gestione del customer care tramite chatbot, fino alla pianificazione degli investimenti media, l’AI permette di ridurre gli sprechi e aumentare l’efficacia. Un aspetto particolarmente rilevante è quello dell’analisi predittiva: anche in un contesto in cui il tracciamento dei dati è sempre più limitato, l’AI riesce a stimare comportamenti futuri, anticipando bisogni e tendenze.

Generative AI: quando la tecnologia diventa creativa

La vera svolta è rappresentata dall’intelligenza artificiale generativa. Non solo analisi, ma produzione autonoma di contenuti: shooting fotografici virtuali, video realistici, copywriting automatizzato e influencer digitali. La generative AI è accessibile a tutti, e proprio per questo sta cambiando le regole del gioco. Se prima era necessario possedere competenze tecniche avanzate, oggi chiunque può utilizzare questi strumenti, abbattendo le barriere d’ingresso alla creatività digitale. tuttavia, questa evoluzione porta con sé anche un problema cruciale: distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è diventa sempre più difficile.

Etica, trasparenza e bias: le sfide dell’intelligenza artificiale

Se da un lato l’AI rende i processi più efficienti, dall’altro apre interrogativi fondamentali sul piano etico circa:

  • la trasparenza nell’uso dell’AI
  • la verità e autenticità dei contenuti
  • i bias nei dati, che possono generare discriminazioni
  • la gestione della privacy
  • l’impatto sul lavoro

L’intelligenza artificiale, infatti, apprende dai dati esistenti che riflettono inevitabilmente stereotipi e squilibri della società. Bias di genere, culturali o sociali rischiano quindi di essere amplificati anziché ridotti. Il ruolo umano resta però centrale: nonostante l’automazione crescente, il contributo umano rimane fondamentale, soprattutto nei processi creativi e decisionali.

L’AI può supportare, ma non sostituire il giudizio umano

Come emerso anche nel confronto con professionisti del settore creativo, strumenti di intelligenza artificiale vengono utilizzati per organizzare idee, analizzare trend o velocizzare processi, ma non per sostituire l’identità e lo stile. In questo scenario, diventa essenziale sviluppare nuove competenze: non solo tecniche, ma anche critiche ed etiche. Essere in grado di comprendere, guidare e valutare l’AI sarà una delle sfide principali per i comunicatori del futuro.

Verso una comunicazione più consapevole

L’intelligenza artificiale rappresenta una delle innovazioni più potenti degli ultimi decenni, ma il suo impatto dipenderà da come verrà utilizzata. Essere informati, aggiornati e consapevoli diventa fondamentale per sfruttare le potenzialità dell’AI senza perdere di vista valori come autenticità, responsabilità e trasparenza.

Uno sguardo dal settore creativo: tra opportunità e rischi

A chiudere l’incontro vi è stato un momento di confronto diretto grazie alle domande della Prof.ssa Mariagrazia Fanchi, le quali hanno permesso di approfondire il punto di vista di chi lavora quotidianamente nel mondo della comunicazione:

Seguendo The Jackal, un creativo come vive l’intervento dell’intelligenza artificiale nei contenuti?
“Nel nostro caso, l’AI non entra direttamente nella parte creativa, perché il nostro stile è molto riconoscibile. La utilizziamo più che altro per organizzare le idee, analizzare trend e velocizzare alcuni processi.”

Non si rischia di perdere autenticità? E questo può compromettere la capacità della comunicazione di convertire?
“Dipende. Nella prima fase di diffusione dell’AI molti spot ne hanno fatto uso quando gli strumenti non erano ancora così avanzati. Dalle analisi è emerso che, se l’utilizzo è troppo visibile, tende ad allontanare il pubblico perché percepito come fittizio.”

Che cosa consiglia agli studenti che vogliono lavorare nella comunicazione?
Usare questi strumenti, ma mettendoci sempre del proprio. È questo che, nel lungo periodo, vi permetterà di essere pronti e fare la differenza. Bisogna sfruttare tutto ciò che l’AI offre, senza però farci troppo affidamento.”

Giorgia Pistillo e Samira Stievano