BOSTON CALLING: UN’ESTATE TRA MATTONI ROSSI E COMUNICAZIONE

Tra i campus della Boston University e i tramonti sul Charles River, ecco il racconto di un’estate vissuta da CIMER tra studio pratico e nuove amicizie internazionali. Boston non è la solita metropoli americana tutta vetri e acciaio!

Boston ha un’anima europea che ti avvolge tra i mattoni rossi di Beacon Hill e ti fa sentire subito a casa anche se sei dall’altra parte dell’oceano. Appena arrivi percepisci un’energia pazzesca: è quella di migliaia di studenti che arrivano da ogni angolo del pianeta per scambiarsi idee, sogni e progetti. Camminare per le sue strade ti dà quella strana sensazione di essere esattamente nel posto dove dovresti essere. È una città che ti accoglie e ti sprona allo stesso tempo, perfetta per chi ha voglia di guardare oltre il proprio orizzonte.

La quotidianità, durante il Summer Program, ruota attorno al College of Communication (COM) della Boston University. Entrare in quelle aule significa abbandonare la teoria pura per sporcarsi le mani con la progettazione reale. Le giornate passano tra analisi di casi studio, lezioni interattive e, soprattutto, messe in pratica costanti. Il valore autentico del programma si scopre – ed è bello scoprirlo – solo vivendolo giorno dopo giorno. Si tocca con mano ciò che i professionisti di marketing e comunicazione fanno effettivamente, per esempio: organizzazione di eventi, redazione di piani di marketing, esperimenti di giornalismo, public speaking, pubbliche relazioni etc.. Tutto ciò permette agli studenti di capire concretamente, e apprezzare ancor di più, cosa significa abitare il mondo della comunicazione.

Ma la vita a Boston non finisce certo in aula. La sera la città cambia volto e ci si ritrova a discutere di progetti e futuro davanti a un tramonto che sai già che ti rimarrà nel cuore, lungo le sponde del Charles River a due passi dal Campus, con i piedi a un pelo dall’acqua.. O ancora, assistere a una partita di baseball al Fenway Park che consiste in una vera immersione nella cultura locale, così come le lunghe passeggiate serali a Downtown tra grattacieli e testimonianze storiche. La socialità a Boston ha un ritmo naturale che facilita l’incontro tra culture diverse, trasformando ogni uscita in un’occasione per allargare i propri orizzonti personali. È in questi momenti informali che si comprende davvero il valore del confronto internazionale, un elemento che può arricchire il percorso di ogni CIMER.

Il legame che si crea con gli altri studenti, infatti, è forse l’aspetto più autentico di tutta l’esperienza: abbiamo condiviso lo stress delle scadenze e l’entusiasmo dei weekend trascorsi fuori porta. Il programma integra escursioni organizzate che permettono di scoprire mete iconiche – New York tra tutte – e di vivere giornate avventurose e intense come quella a Martha’s Vineyard, isola affacciata sull’Oceano Atlantico. Queste relazioni non si fermano con la fine del corso, ma diventano parte di un network umano e professionale che continua a crescere anche una volta rientrati a casa.

Guardando indietro ai giorni trascorsi alla Boston University affiorano alla mente un mosaico di volti, sfide con sé stessi e nuove consapevolezze. Si è trattato di un un momento di crescita fondamentale, capace di influenzare il modo in cui si guarda al futuro. È un’esperienza che lascia il segno e che definisce nuovi standard per il nostro percorso dentro e fuori CIMO. Perciò, non resta che “buttarsi” e superare i propri limiti, perché l’unico modo di dare un senso al proprio percorso accademico è decidere di spingersi oltre la propria comfort zone.

Silvia Triolo