Non è un segreto che il passaggio dall’ambiente accademico al mondo del lavoro rappresenti spesso una fase di profonda incertezza per i neolaureati. A tal proposito, per trasformare quello che per noi studenti sembra apparentemente un “salto nel vuoto” in un’esperienza consapevole e motivante, diverse università valorizzano iniziative di Job Shadowing, quale strumento formativo essenziale che funge da vero e proprio ponte tra conoscenza teorica e realtà operativa.
Ma di cosa si tratta?
Entrando nel merito della sua definizione, il Job Shadowing, letteralmente “lavoro-ombra”, è una metodologia di natura strategica che consente agli studenti di affiancare, per un breve periodo, un professionista esperto nel suo contesto lavorativo. Differentemente da quanto vissuto in tirocini o stage, i quali prevedono un primo assolvimento di mansioni e correlate responsabilità, il Job Shadowing richiede “solo” osservazione e ascolto attivi.
Come sottolineato dal sito ufficiale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’obiettivo primario è offrire una visione concreta delle sfide e della cultura aziendale. Non solo, le università che promuovono attivamente tali iniziative generano un altro importante vantaggio per gli studenti, ovvero la creazione di connessioni e network con professionisti del settore.
Orientamento professionale:
Tra i benefici rintracciabili spicca sicuramente una maggiore consapevolezza delle proprie competenze nonché dei requisiti richiesti in ruoli specifici. L’osservazione diretta contribuisce a chiarire dubbi e consolidare la motivazione in ognuno, riscrivendo così l’orientamento professionale grazie alla possibilità di confermare o smentire l’interesse verso un determinato percorso.
Siamo realistici, capita frequentemente che i neo-laureati cambino idea in merito ad un lavoro, un ruolo o un settore inizialmente di loro interesse. Il ripensamento, però, dovrebbe essere visto nell’ottica di crescita personale e di comprensione dei contesti offerti dal mercato del lavoro. Per quanto disorientanti, le esperienze “negative” a lavoro vanno vissute come punto di ripartenza per ridefinire i propri obiettivi professionali.
La mia esperienza nel Job Shadowing:
A seguito della vittoria del Take Flight Program per Mondadori, contest indetto durante il corso di Digital e Soft Skills, io e il mio team abbiamo avuto la possibilità di svolgere una settimana di Job Shadowing presso Network Comunicazione, agenzia di comunicazione con sede a Milano.
Sin da subito, l’agenzia ha creato un ambiente positivo e stimolante: durante le varie giornate è stato possibile comprendere le fasi di sviluppo di testi persuasivi e creativi e il loro adattamento ai diversi canali di comunicazione. Particolarmente formativi sono risultati i momenti di osservazione e di ascolto delle dinamiche presenti al suo interno, dalla riunione per scandire il PED (Piano editoriale digitale) ai meeting tra le diverse aree – account, content e art direction.
Tale esperienza formativa mi ha permesso di allenare soft skills cruciali quali, ad esempio, comunicazione interpersonale, problem solving e team working, soprattutto grazie allo svolgimento dei task assegnati.
Attraverso il Job Shadowing, il nostro Ateneo offre un’interessante lente d’ingrandimento sulla realtà professionale attuale, dimostrando un impegno costante nell’innovazione formativa ma soprattutto trasformando il famigerato passaggio post-universitario da un momento di incertezza ad un percorso di crescita personale da vivere pienamente.
E tu hai mai sentito parlare di Job Shadowing o vissuto un’esperienza formativa simile?
Gilda Miglietta
