TGA

THE GAME AWARDS 2025

I The Game Awards (TGA) si riconfermano uno degli eventi più seguiti globalmente nell’ambito dell’intrattenimento. L’undicesima edizione si presenta con i suoi premi blasonati, trailer interessanti ed apici musicali.

Il palco del Peacock Theater di Los Angeles, la notte dell’11 dicembre statunitense, si è illuminato nuovamente di vibrante energia. L’evento, capitanato da Geoff Keighley (mecenate, presentatore e creatore della serata di premi più importante del mondo videoludico), si dimostra ancora una volta come un concetto vincente e travolgente.

Keighley ha pubblicato personalmente sui social come quest’anno i TGA hanno superato i 171 milioni di spettatori globali, un dato in crescita rispetto ai 154 milioni dell’anno scorso; per dare una prospettiva, il festival di Sanremo nello stesso anno ha totalizzato 12 milioni di spettatori.

Quest’anno si sono aggiunti nomi importanti alla lista degli ospiti illustri dell’evento: chi è intervenuto per annunciare un adattamento cinematografico di un’IP storica del gaming (Jason Momoa per Street Fighter), e chi per presentare la propria presenza in titoli videoludici di prossima uscita (Lenny Kravitz per il nuovo gioco di 007 e David Harbour per Total War: Warhammer 40K).

Pur essendo un award show, i TGA si presentano come un’occasione per celebrare il videogioco in toto. I premi, pur rimanendo centrali nello svolgimento dell’annuale serata, assumono un ruolo di contorno, in svariati momenti, per lasciare spazio alla presentazione di nuovi titoli o ad aggiornamenti sullo sviluppo di altri progetti più o meno attesi.

Anche questa edizione non è stata da meno: tra i vari progetti annunciati si possono nominare due novità per la saga di Tomb Raider, il seguito di Star Wars: Knights of the Old Republic intitolato Fate of the Old Republic e il nuovo titolo del team europeo Larian Studios, vincitore del premio “Game of the Year” nel 2023 con Baldur’s Gate 3, Divinity.

Tra gli altri annunci compare anche un po’ del nostro “Bel Paese”: lo studio italiano Day 4 Night Studios, con sedi a Milano e Los Angeles, ha presentato il suo primo titolo in sviluppo, Bradley The Badger. Nel team figurano sviluppatori di calibro internazionale che hanno lavorato a titoli come Red Dead Redemption, Just Dance e Mario + Rabbits.

I TGA rappresentano un’ultima, a volte controversa, conferma del percorso che uno studio e un gioco hanno effettuato durante l’anno del lancio (e oltre). Pur essendoci premi di peso variabile, tutti gli occhi restano puntati sul fiore all’occhiello della serata: il GOTY (Game of the Year). Quale gioco ha impattato con maggiore enfasi il mercato videoludico? Un prodotto che indiscutibilmente si dovrebbe innalzare dal marasma anonimo delle uscite annuali.

Ci sono infinite discussioni su chi dovrebbe annoverarsi l’onore di ottenere il premio e, spesso, anche solo essere stati tra i candidati risulta un riconoscimento immenso.

Ovviamente, essendo questi premi in parte soggettivi, il GOTY non sempre rispecchia il candidato favorito dal pubblico; come in altri media, la critica, infatti, tende ad avere gusti diversi ed opinabili. Ancora si sentono gli echi della stizza causata dalla mancata vittoria di Black Myth: Wukong.

Quest’anno, però, non c’è stato premio più meritato: il GOTY è andato a Clair Obscure: Expedition 33, prodotto dalla casa di sviluppo francese Sandfall Interactive; un simbolo di come l’eccellenza si stia spostando dalle grandi aziende verso piccole realtà ancora disposte a rischiare.

Queste si stanno dimostrando le vere innovatrici in un medium che è il mercato dell’intrattenimento più remunerativo a livello mondiale. Con nove premi vinti, Sandfall Interactive, un team di poco più di trenta persone, ha superato il record di premi consegnati a un solo gioco in un’unica edizione dei TGA: un’eccezionale dimostrazione che chiunque può raggiungere l’apice di quest’arte.

La fine dell’anno è già piena di grandi eventi e festività, ma, da qualche tempo, non posso fare a meno di collegare quel periodo anche ai TGA. Penso alla possibilità di vedere “Flute Guy” nella sua annuale apparizione, se ci sarà qualche nuovo membro dei Muppets a proporre battute squallide durante la serata o a quali celebrità andranno ad affermare come fin da piccoli abbiano sempre amato giocare a Pong.

Geoff, con alti e bassi, ha dimostrato di comprendere il suo target, di saperne cogliere le preferenze ed aspettative; abilità essenziali di ogni buon comunicatore. Non resta che attendere il prossimo dicembre.

Andrea Dettori