Diretto da Steven Spielberg, “Prova a prendermi” è ispirato alla vera storia di Frank Abagnale Jr., un ragazzo capace di impersonare un pilota, un medico, un avvocato… prima ancora di compiere 21 anni. Le azioni criminali nascono da una mente brillante e strategica.
Il film non celebra la frode, ma indaga l’ingegno umano.
Frank è costantemente in fuga, ma è la sua intelligenza adattiva a renderlo affascinante: tra il gioco, la sopravvivenza e la truffa si cela la capacità di calcolare e sedurre. Il tutto con un’agilità mentale tale da stupire anche l’agente dell’FBI Carl Hanratty, che cerca di catturarlo.
Frank si trova spesso in situazioni disperate, nelle quali la gente comune rimarrebbe intrappolata. Anche senza soldi, senza documenti e senza tempo il ragazzo trova sempre una via di fuga.
Il suo problem solving è creativo, laterale, geniale: finge di essere un co-pilota Pan Am per viaggiare gratis, si inventa diplomi, crea assegni falsi.
Non segue le regole, le reinventa, giocando tra le falle del sistema e, come un abile prestigiatore, facendo scivolare nuove carte dalla manica.
Ma questo tipo di pensiero non è solo utile nei contesti criminali: oggi è una competenza chiave anche nel lavoro, come spiega il World Economic Forum tra le top skill per il futuro.
Frank osserva attentamente l’ambiente, studia le persone, sfrutta le falle del sistema, pensa come un giocatore di scacchi: anticipa, calcola, rischia.
La sua capacità di progettare piani complessi e adattarli in tempo reale è una forma pura di pensiero strategico e sistemico, anche questo sempre più ricercato e influente nel mondo del lavoro.
Ha una visione armonica e olistica dei contesti presenti e futuri in cui si muove e questa sua ecletticità lo rende veloce e senza affanno. Anche il suo rapporto con l’agente Hanratty diventa parte del gioco: una sfida intellettuale che si trasforma in rispetto reciproco.
Frank non usa mai la forza. Usa la parola. La sua abilità comunicativa è disarmante: è sicuro, brillante, convincente. É un ragazzo che affascina e rapisce grazie al guizzo brillante del suo sguardo. Riesce a ingannare professionisti esperti e conquistare grazie al tono di voce, al linguaggio del corpo, all’uso sapiente della narrativa.
In un’epoca in cui la comunicazione è fondamentale, questo talento è più che attuale. È una competenza chiave, come sottolineato anche da Harvard Business Review parlando di leadership e influenza.
Oggi più che mai, è necessaria questa arguzia, questo saper leggere tra le righe che diventa sempre più raro; ci siamo, forse, adagiati in uno stato di sonnolenza e torpore tale per cui anche chi sarebbe stato promettente in tal senso smarrisce il suo guizzo.
Bisogna coltivare la propria duttilità ed elasticità, affinare lo charm.
È proprio nella crisi che Franck mostra il meglio di sè. Quando tutto sembra crollare, improvvisa, si adatta, reinventa il personaggio. L’improvvisazione è una skill fondamentale nei contesti instabili: consente di affrontare l’imprevisto senza paralizzarsi ed è ciò che distingue un buon professionista da uno inimitabile .
Sullo sfondo di una scena criminale e simpatica, “Catch Me If You Can” è il ritratto di un’intelligenza fuori dal comune e una riflessione su ciò che accade quando le soft skill vengono usate con senno e consapevolezza.
Il talento senza direzione può smarrirsi, ma se guidato con la giusta etica può fare la differenza. Come nel caso dello stesso Frank Abagnale, che dopo l’arresto diventerà un consulente per la sicurezza antifrode dell’FBI.
