MATRIX E L’IDENTITÀ DI GENERE

Il potere della fantascienza è sempre stato quello di esplorare argomenti complessi con cui ci confrontiamo nel mondo reale in un modo fantastico ed evasivo. 

Vent’anni dopo la sua uscita, Matrix rimane ancora uno degli esempi di un film di fantascienza perfetto per questa precisa ragione. Al momento del suo rilascio nel 1999, il film parlava delle prime avvisaglie di come un mondo virtuale potesse offuscare i confini della realtà. Oltre a questo tema, ultimamente sono state analizzate anche tematiche riguardanti l’identità di genere

Lana Wachowski, una delle due registe del film, ha dichiarato di essere transgender nel 2010 e sua sorella e compagna di regia, Lilly Wachowski, lo ha fatto nel 2016. Ma il pubblico LGBTQ+ ha sempre guardato Matrix attraverso una lente queer per anni. 

Lilly Wachowski ha parlato della narrazione transgender del primo film della trilogia e ha raccontato di come le persone transgender le si avvicinassero per dirle che il film era stato fondamentale per l’accettazione di loro stessi. Wachowski ha detto inoltre che la metafora del mondo transgender era proprio quello che volevano ottenere con Matrix, ma vent’anni fa Hollywood non era “pronta” per questo dialogo. 

Matrix segue le avventure di Thomas Anderson (Keanu Reeves), il quale riceve l’offerta di scegliere tra una pillola rossa e una blu da Morpheus (Laurence Fishburne). Il protagonista sceglie la pillola rossa e scoprirà di aver vissuto in una sorta di realtà simulata. Thomas assume il nome di Neo e torna nella Matrice, Matrix per l’appunto, per “scollegare” il resto dell’umanità. 

Forse il collegamento più chiaro con la comunità transgender è l’uso dei nomi in Matrix. Inizialmente Thomas è conosciuto come Thomas Anderson, ma una volta appresa la sua vera identità, inizia a utilizzare il suo pseudonimo, Neo. 

Le pillole rosse sono state paragonate alla terapia ormonale. Alla fine degli anni ’90, veniva prescritta alle donne transgender una pillola contente estrogeni proprio di colore rosso. Inoltre, una volta che Neo e Trinity diventano partner, hanno entrambi degli aspetti androgini. Entrambi hanno tagli di capelli simili, occhiali da sole coordinati e vestiti di pelle, niente che abbia un chiaro riferimento a un abbigliamento maschile o femminile. 

Le sorelle Wachowski hanno dichiarato di aver voluto aggiungere un personaggio transgender, Switch, interpretato da Belinda McClory nel film. Secondo i loro piani originali, Switch sarebbe stato un uomo nel mondo reale e una donna nella Matrice, la realtà simulata. Tuttavia, come Lilly Wachowski ha fatto notare, Hollywood non era d’accordo nel trattare tematiche transgender in maniera così evidente. 

Matrix si afferma nuovamente non solo come un capolavoro della fantascienza, ma anche come un film rivoluzionario

Martina Tamà