SHARENTING: QUANDO SONO I GENITORI A ESPORRE I FIGLI ONLINE

Hai mai sentito parlare di Sharenting? Il termine nasce dall’unione di “sharing” (lett. condivisione) e “parenting” (lett. genitorialità) e si riferisce all’abitudine dei genitori di postare online foto, video e informazioni riguardanti i propri figli.
Un gesto che sembra innocente, magari dettato dalla gioia di mostrare momenti teneri o divertenti, ma che porta con sé alcuni rischi importanti, sia per la privacy che per la sicurezza dei minori.

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FOMO: quando la paura di essere esclusi ti rovina la giornata

Hai mai provato quella strana ansia quando guardi le storie su Instagram e ti sembra che tutti stiano vivendo momenti incredibili… tranne te? Se la risposta è sì, potresti aver sperimentato la FOMOFear Of Missing Out, la paura di essere tagliati fuori.

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PHUBBING: QUANDO LO SMARTPHONE CI ALLONTANA DA CHI CI STA VICINO

Hai mai parlato con qualcuno che, mentre stai raccontando qualcosa, prende il telefono e comincia a scrollare? Se ti è capitato, allora conosci già – senza saperlo – il phubbing. È un neologismo nato nel 2012 dalla fusione di phone e snubbing (lett. snobbare) ed indica l’uso dello smartphone mentre si è in presenza di altre persone, ignorandole.

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NOMOFOBIA: LA PAURA DI RESTARE DISCONNESSI

Ti è mai capitato di sentire uno strano senso di inquietudine solo al pensiero di non avere il telefono con te? Di provare fastidio, irrequietezza, persino una punta d’ansia se la batteria è scarica o la connessione non funziona? Se ti riconosci in questa descrizione, potresti aver sperimentato uno o più sintomi della Nomofobia, una condizione psicologica sempre più diffusa, soprattutto tra i giovani.

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My Branding. My Storytelling. L’esperienza di Giulia Bertaggia

Mi chiamo Giulia Bertaggia, ho 26 anni e sono una studentessa al secondo anno del corso di laurea magistrale in Comunicazione per l’Impresa, i Media e le Organizzazioni complesse – profilo Comunicazione e marketing per i media e le imprese creative – presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Sono da sempre una grande appassionata di arte, audiovisivi (in particolare l’animazione), musica e in generale tutto ciò che riguarda la cultura pop-nerd.

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L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E L’INCLUSIONE SOCIALE

L’AI è una tecnologia rivoluzionaria, divenuta ormai parte integrante del nostro quotidiano e che non smette mai di stupire! Chi avrebbe potuto prevedere che sarebbe diventata un potente strumento tecnologico, capace com’è di migliorare i servizi e semplificare i processi in numerosi settori, dal marketing alla sanità fino ai social media?

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L’IMMAGINE DI SÉ SUI SOCIAL MEDIA. L’IRREALTA’ DEI CANONI ESTETICI PROMOSSI

La preoccupazione per come appare l’aspetto estetico non è di certo prerogativa della nostra era, dominata dal digitale e da un utilizzo intensivo dei social media; si possono, infatti, rintracciare i diversi standard di bellezza che si sono succeduti nel corso della storia, più o meno inarrivabili, ma sempre presenti.

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politically correct

IL POLITICALLY CORRECT NEL 2025: EVOLUZIONE O CENSURA?

Nato come principio di inclusività e rispetto, il politically correct ha subito negli anni una trasformazione significativa, divenendo un tema polarizzante che divide l’opinione pubblica. Nel 2025 il dibattito è più acceso che mai: il politically correct rappresenta un progresso culturale o è diventato una forma di censura?

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TECNOLOGIA E STORIA – LA MOSTRA DEL TITANIC E LE NUOVE FRONTIERE DEL MARKETING

Tutti noi conosciamo la struggente storia del Titanic così come ci è stata raccontata dall’omonimo film. Ma se ti dicessi che molti hanno avuto la possibilità di riviverla sulla propria pelle?

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FAKE IT TILL YOU BELIEVE IT, L’INFLUENZA DELLA DISINFORMAZIONE NELLA COSTRUZIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA

«Il concetto del cambiamento climatico è stato creato da e per i cinesi al fine di rendere il settore manifatturiero statunitense non competitivo». Questa affermazione, pubblicata dall’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump su X nel lontano 2012, vi sembrerà complottista e completamente surreale. Eppure, ha fatto parte di una campagna di disinformazione su vasta scala che ha contribuito alla vittoria delle elezioni presidenziali da parte dell’imprenditore statunitense solo quattro anni più tardi.

Ma come ha potuto una notizia falsa ottenere così tanto successo? 

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